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lunedì 4 febbraio 2013
Criminalità organizzata, corruzione, legalità, mafia: un breve giro tra i programmi elettorali
POLITICA - Proseguendo il nostro lavoro di analisi dei programmi elettorali, vogliamo soffermarci oggi su uno dei problemi che, sotto tanti aspetti, rientra prepotentemente nella nostra vita quotidiana, dalla sicurezza pubblica al lavoro, dallo sviluppo economico alla giustizia passando per le buone pratiche all'interno della Pubblica Amministrazione. Stiamo parlando della mafia, o meglio, della criminalità organizzata, termine politicamente corretto per indicare il cancro che da decenni divora grosse percentuali di PIL del nostro Paese. A ben vedere tutte le forze politiche in campo (Scelta Civica, PD, SEL, Rivoluzione Civile, Mov5Stelle, PDL, Lega) per questa tornata elettorale hanno inserito almeno un punto, nel proprio programma, dedicato in modo specifico al tema della legalità. Notiamo però una differenza sostanziale e alcune grandi assenze. Vediamoli dunque i programmi uno per uno.
lunedì 28 gennaio 2013
Non si può giustificare il regime fascista.
NEWS DALLA STORIA - Molte volte i nostri politici perdono l’occasione di tacere. “E' difficile mettersi nei panni di chi decise allora, ma certamente il governo di allora per timore che la potenza tedesca vincesse preferì essere alleato alla Germania di Hitler, la quale impose come condizione lo sterminio contro gli ebrei. Le leggi razziali rappresentano la peggiore colpa di Mussolini che per tanti altri versi invece aveva fatto bene.” È stata la rilettura storica del ventennio fascista fatta da Silvio Berlusconi ieri, Giornata della Memoria, alla cerimonia di inaugurazione del Museo della Shoah a Milano.
Giustificare un regime come quello fascista, provando a sminuire l’orrore e la violenza, provando a incolpare lo scomodo alleato tedesco, provando a sottolineare che furono pochi gli errori di Mussolini e che insieme alle leggi razziali bisogna ricordare le tante innovazioni fatte dal regime come la bonifica dell’agro pontino o la nascita del primo welfare, è storicamente falso.
Con il passare degli anni e la morte di molti testimoni diretti di quei tragici anni c’è il bisogno di ricordare e testimoniare con più forza cosa fu la dittatura fascista in Italia. La totale mancanza dei diritti, con la sospensione della democrazia diretta furono i primi segnali della dittatura. L’uso sistematico del confino per silenziare gli oppositori politici, fino all’eliminazione fisica degli esponenti dell’opposizione come fu per Matteotti, il deputato socialista ucciso della cui morte Mussolini si assunse la responsabilità politica in Parlamento. Fino alla promulgazione, nel 1938, delle leggi razziali, non unico errore ma triste conseguenza di un odio viscerale.
Alle parole di Berlusconi hanno risposto in molti.
“Le dichiarazioni appaiono non solo superficiali e inopportune, ma, là dove lasciano intendere che l'Italia abbia deciso di perseguitare e sterminare i propri ebrei per compiacere un alleato potente, destituite di senso morale e di fondamento storico. Le persecuzioni e le leggi razziste anti-ebraiche italiane, hanno avuto origine ben prima della guerra e furono attuate in tutta autonomia sotto la piena responsabilità dal regime fascista”. Le parole del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna.
“Non dimentichiamoci che, oltre le leggi razziali, il regime di Mussolini ha cancellato la liberta' di pensiero e di espressione e' stato autore delle stragi in Etiopia e creo' quel tessuto discriminativo contro omosessuali, rom e tutte le altre minoranze a lui invise.” La riflessione di Daniele Nahum, vicepresidente e portavoce della Comunita' ebraica di Milano e candidato alle elezioni regionali in Lombardia nella lista di centro-sinistra 'Con Ambrosoli presidente'.
Anche dal mondo politico c’è una ferma condanna alle parole dell’ex presidente del Consiglio.
Pier Ferdinando Casini (UDC): “Non sono d'accordo con Berlusconi sul bene fatto da Mussolini a parte le leggi razziali: il fascismo e' responsabile di molte altre cose. Certo in qualsiasi regime e' possibile trovare 10 cose buone su 100 cattive, ma e' un fatto fisiologico”.
Anna Finocchiaro (PD): “Le sue parole sono inaudite. Le colpe di Mussolini e del suo regime non sono solo le atroci leggi razziali, ma molte altre cose a cominciare dal soffocamento della democrazia nel nostro Paese e dall'alleanza con il nazismo.”
Mario Marazziti (Lista Monti) riflette come “Il razzismo di Mussolini e del regime fascista che ha precipitato l'Italia nel disastro della guerra e nella corresponsabilità' con il nazismo rimane una ferita terribile e un errore imperdonabile, colpevole della sofferenza e della morte di milioni di persone annientate dalla guerra, anche se qualche treno arrivava in orario e c'erano le colonie estive per i bambini.”
Nichi Vendola (SEL) “Berlusconi che prova a strizzare l'occhio ai sentimenti dell'estrema destra che torna ad alzare la testa in Italia e in Europa, che torna ad ubriacare frammenti di società ed opinione pubblica con la retorica del razzismo e dell'antisemitismo.”
Stupisce poi che le parole di Berlusconi arrivino a pochi giorni dall’arresto di esponenti di Casa Paund a Napoli. Molti capi d’accusa tra cui la pianificazione di uno stupro contro una ragazza solo perché ebrea.
Il rischio di un antisemitismo oggi è reale e bisogna lavorare perché l’odio e la violenza della dittatura fascista non siano più giustificate in alcun modo, ne tanto meno, ancora più pericoloso, sminuite. Il rischio di odiare l’altro solo perché diverso (colore della pelle, gusti sessuali, religione), non può essere giustificato in nessun modo.
Berlusconi avrebbe fatto bene ad ascoltare gli interventi dei testimoni del l’odio razzista invece di concedersi un pisolino.
lunedì 21 gennaio 2013
Monti, Bersani, Vendola: prove di dialogo
POLITICA - Se anche il leader di SEL, Nichi Vendola, apre ad una
eventuale collaborazione nella prossima legislatura con il premier uscente,
Mario Monti, le premesse che nel prossimo parlamento ci sia una larga maggioranza
che possa lavorare alle riforme strutturali per far ripartire l’Italia dopo
anni di stallo ci sono tutte.
“Con Monti si può costruire un compromesso importante su
quello che sarà il carattere prevalente della prossima legislatura, cioè il
carattere costituente.” Sono le parole del Presidente della Puglia intervistato
nella trasmissione il Sorpasso su SkyTg24. Vendola chiede al premier uscente autocritica su alcune riforme che potrebbero essere corrette nella prossima
legislatura, escludendo un’alleanza organica con i partiti di centro ma la
riflessione su alcuni temi (il carattere costituente) su cui si possa lavorare
insieme.
Le parole di Vendola arrivano dopo una serie di
dichiarazioni di esponenti di centro sinistra che vedono nell’allargamento al
centro, dopo le elezioni, una seria possibilità. Il segretario del PD, Bersani,
ha dichiarato più volte che, dopo le elezioni e indipendentemente dall’esito
del Senato (anche in caso di vittoria netta nei due rami del parlamento), il
suo governo aprirà al centro. Ma anche Stefano Fassina, responsabile economico
del PD, in una recente intervista a Libero, parla della possibilità di
un’apertura a Monti dopo le elezioni.
Naturalmente Monti non si considera una stampella ad un
eventuale governo Bersani, come più volte dichiarato autorevolmente dal ministro Riccardi, ma il suo contributo nella prossima legislatura, nel
caso di vittoria di Bersani, potrebbe essere non solo importante, ma
determinante.
Se diamo credito ai sondaggi che nelle ultime settimane
imperversano nei media, la partita elettorale si giocherà quasi esclusivamente
su alcune regioni chiave e solo per il Senato. Con il porcellum infatti, con la
coalizione guidata da Bersani nettamente in testa ai sondaggi e con il premio
di maggioranza alla camera, il voto al Senato è fondamentale, soprattutto in
quelle regioni che oggi appaiono in bilico per l’esito.
Naturalmente se Bersani avesse la maggioranza anche a
Palazzo Madama, l’apertura ai centristi sarebbe un gesto di responsabilità
nazionale, finalizzato ad una convergenza sulle riforme costituzionali e strutturali
indispensabili per il rilancio economico e sociale del Paese. Si porterebbero a
compimento le riforme del governo Monti, magari corrette in alcune parti (l’IMU
progressiva, la risoluzione del problema degli esodati, le correzioni sul mercato
del lavoro).
Nel caso in cui Bersani non avesse una maggioranza autonoma,
l’allargamento al centro sarebbe indispensabile per la formazione di un
governo. In entrambi i casi il compito di Bersani resterà quello di far
convivere, nella stessa maggioranza, due anime molto diverse, quella liberale
di Monti con quella più a sinistra della sua coalizione. Molto dipenderà anche da
Monti, che potrà decidere di non entrare direttamente nel governo concedendo l’appoggio
esterno: avrebbe così la possibilità di contrattare molto più facilmente sui temi da
mettere in agenda e magari la conferma di alcuni ministri uscenti nel
prossimo governo, per dare un segno di continuità.
Se il prossimo governo si occuperà seriamente dell’Italia
puntando su sviluppo economico, green economy, flessibilità del lavoro
coniugata ad una maggiore sicurezza e allargamento dei diritti del lavoratore,
lotta al precariato e alla disoccupazione (soprattutto giovanile), lotta
all’evasione fiscale e mettendo al centro dell’agenda governativa anche i temi
sociali come lotta alla disuguaglianza e alla povertà, riforma del sistema
carcerario (ormai congestionato), leggi sull’immigrazione (magari ripensando lo
ius sanguinis concedendo la
cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri), entreremo
finalmente e definitivamente nella terza repubblica.
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