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giovedì 13 giugno 2013

razzismo brutta bestia, "Ma mai nessuno che se la stupri"


Il profilo FB di Dolores Valandro
 ATTUALITA' -
Sui social network spesso si da sfogo ai pensieri più beceri, ma la frase postata oggi da Dolores Valandro va oltre. Commentando un tentato stupro da parte di un uomo di origine africane ha scritto sul suo profilo Facebook: “Ma mai nessuno che se la stupri (riferito al ministro Kyenge), così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato?”. La frase ha fatto il giro del web e provocato l’indignazione di molti. Dolores Valandro, consigliere di quartiere della Lega a Padova e coordinatrice della locale Commissione Sanità, interventi sociali e politiche giovanili, era stata recentemente sospesa dal suo partito per dinamiche interne ma, ha annunciato Flavio Tosi all’ANSA dopo aver appreso la notizia: “Era già sospesa. Stasera sarà espulsa”.
La frase non andrebbe neanche commentata, becera, maschilista, razzista. Ma sono mesi ormai che alcuni esponenti politici e alcuni cittadini insultano il Ministro Kyenge, solo pochi giorni fa Borghezio è stato espulso dal gruppo del Parlamento Europeo nel quale era iscritto proprio per alcune sue frasi nei confronti del Ministro.
Razzismo e la violenza nei toni nei confronti del Ministro sono sconvolgenti. Raramente si mette in discussione l’operato ma solo il colore della pelle. La Kyenge passa da essere avversario politico con il quale si può non essere d’accordo, a nemico.
La paura dell’altro spesso ha caratterizzato le campagne elettorali (e lo abbiamo visto anche nelle recenti elezioni amministrative), si attacca chi è diverso per paura, ma anche perché è un facile capro espiatorio.
Fa però riflettere un altro fatto. A Treviso, una delle più importanti roccaforti leghiste nel nord est, dopo quasi vent’anni di amministrazione leghista guidata direttamente, o indirettamente, da Gentilini, soprannominato lo sceriffo, viene eletto un sindaco di centro sinistra proprio contro Gentilini. Ma non solo, nel consiglio comunale entrerà anche Said Chabi, 22 anni, nato in Italia da una famiglia marocchina, il più votato nelle fila di Sel. Said rappresenta tutto quello per cui si batte lo stesso Gentilini e alcuni leghisti, immigrato di seconda generazione ma oggi italiano.

mercoledì 15 maggio 2013

Razzismo brutta storia, cori contro Balotelli, insulti contro Kyenge

ATTUALITA' -
50 mila euro, è quanto dovrà pagare al AS Roma per i cori razzisti che domenica sera i propri tifosi hanno urlato all’indirizzo di Mario Balotelli. Una semplice multa, e probabilmente neanche in ingente quantità pensando ai bilanci di una società di calcio. Una multa che colpisce una squadra di calcio e non certo gli autori materiali dei cori nascosti negli spalti (come ogni buon razzista anche quello che fischiava all’indirizzo del giocatore del Milan domenica sera si nascondeva nella folla della curva). Il Presidente della FIFA, Blatter sul suo profilo Twitter scrive: “Resto sgomento nel leggere dei cori razzisti in serie A la scorsa sera. Combattere questo problema è complesso ma servono le azioni, non solo le parole” e rincara la dose sul sito fifa.com: “E poi che sono 50 mila euro per un incidente di questo tipo? Non sono contento e penso di chiamare la Figc” Ma quella del Presidente della Fifa non è una voce fuori dal coro. Prandelli, CT della nazionale, si sfoga “Ieri è stato dato un segnale preciso,. Penso che di fronte ai prossimi episodi non ci sarà la sospensione momentanea, ma l'interruzione della gara”
A intervenire anche le istituzioni. Josefa Idem, sportiva e neo ministro del governo Letta con delega allo sport e alle politiche giovanili, commenta “Gli insulti razzisti di ieri durante Milan-Roma sono inaccettabili e colpiscono un giocatore che si è pubblicamente schierato contro il razzismo e che, per questo, ringrazio, invitando altri giocatori a condannare gesti simili”.
Ma quello successo a San Siro è solo l’ennesimo episodio di razzismo che in questi giorni sta attraversando l’Italia e il calcio ne è solo lo specchio.
“La procura di Modena ha aperto un’inchiesta per istigazione all’odio razziale dopo che il ministro all’Integrazione Cecile Kyenge è stata bersagliata di insulti da un utente di Facebook all’indomani della propria nomina.” Batte l’agenzia di stampa Ansa. Ma il ministro Cecile Kyenge dopo la sua nomina è stata oggetto di attenzioni da parte di molti. A Macerata, davanti la sede del Partito Democratico, viene affisso lo striscione con la scritta: “Kyenge torna in Congo” a firmarlo il gruppo di estrema destra Forza Nuova, che in un comunicato rincara la dose “Le recenti dichiarazioni del ministro della (dis)integrazione, che si è vantata di essere arrivata clandestinamente in Italia elogiando la poligamia, una pratica avulsa alla nostra tradizione e altamente lesiva della dignità della donna, ci portano a ribadire la più totale contrarietà di Forza Nuova allo ius soli”
E poi le tante, troppe, frasi razziste su social network e internet: “Scimmia congolese". "Governante puzzolente". "Negra". "Negra anti-italiana", "Faccetta nera", "Il giorno Nero della Repubblica", "ministro bonga bonga" è il, parziale, campionario idiota.
Nei scorsi giorni a Milano si è poi consumato una tragedia, che il Segretario della Lega Lombarda commenta dicendo: “quel che è accaduto stamani a Milano era imprevedibile, indubbiamente, ma il segnale di apertura e di libertà di invasione da parte dei clandestini dato dal ministro Kyenge è un cattivo segnale e non aiuta certo la pace sociale.”

PS: Quello successo a Milano è orribile. Kabobo dovrà essere giudicato, e probabilmente darà condannato, per omicidio, ma il colore della sua pelle non può essere un aggravante.

martedì 7 maggio 2013

Cittadinanza dei bambini nati in Italia da genitori stranieri, la proposta di Mario Marazziti (Scelta Civica)

Presentazione della legge sulla cittadinanza
POLITICA - Il diritto alla cittadinanza dei bambini nati in Italia da genitori stranieri “è uno dei diritti umani che certamente deve essere riconosciuto”. A dirlo il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinal Bagnasco, che prosegue, al margine della celebrazione della messa per la conclusione dell'anno accademico, sottolinando come questo diritto vada “riconosciuto alle persone che approdano anche sul nostro suolo, individuando quelle condizioni di equità e di giustizia che sono naturalmente indispensabili per tutte le leggi”.
Il dibattito, aperto solo pochi giorni fa dal neo ministro per l’integrazione Kyenge sulla cittadinanza, prosegue.
Sicuramente andrebbe ripensata la legge per la cittadinanza. Andrea Sarubbi, da sempre molto sensibile al tema, sul suo blog ricorda che l’attuale legislazione è stata scritta nel 1992  “quando i figli degli immigrati nati nei nostri ospedali erano meno di tremila all’anno.”
Nel dibattito entra anche il Presidente del Senato, Aldo Grasso, che, intervistato da Radio Anch’io spiega: “Sullo ius soli, io porrei dei temperamenti a questo diritto” e spiega: “Il pericolo è che cittadini e cittadine vengano a partorire in Italia per la cittadinanza”. Lo Ius soli andrebbe “temperato dallo ius culturae” prosegue il presidente “la possibilità di dare la cittadinanza a coloro che hanno imparato, seguito un corso professionale nel nostro Paese, oppure che almeno un genitore soggiorni nel nostro Paese da almeno cinque anni, che uno dei genitori sia nato nel nostro Paese e vi soggiorni quando è nato il figlio”.
E mentre il dibattito prosegue, Mario Marazziti e Milena Salterini, deputati di Scelta Civica, presentano a Montecitorio la proposta di legge (firmata da altri esponenti del loro partito e da alcuni parlamentari del PD) che vorrebbe segnare il superamento dello ius sanguinis, il principio vigente in Italia e che concede la cittadinanza italiana solo per sangue. La legge sulla cittadinanza sarebbe una necessità perchè “favorisce la coesione sociale e  costruisce una generazione-ponte. Non si riduce l'italianità ma si dà atto della forza attrattiva del nostro Paese, della sua lingua,  della sua cultura, del suo stile di vita” spiega Marazziti. Nella proposta viene introdotto non solo lo ius soli temperato, si prevede la concessione della cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori stabilmente residente nel nostro territorio, ma anche dello ius culturae, che prevede la concessione della cittadinanza ai bambini nati all’estero ma con un intero ciclo scolastico conseguito in Italia. “L’acquisizione della cittadinanza”, si legge nella proposta di legge “non sarà quindi automatica, ma potrà essere richiesta solo in presenza di un significativo legame sociale”
''Negli ultimi 20 anni” prosegue Marazziti “gli immigrati sono sempre più stabili nel nostro paese. Più di 400 mila bambini nati in Italia da genitori stranieri frequentano le nostre scuole. Da tempo vediamo una generazione vitale, di bambini che parlano la nostra lingua, tifano le nostre squadre di calcio, ma non hanno gli stessi documenti di altri bambini italiani.” “Una nuova legge è una necessità” spiega Marazziti “che non riduce l'italianità ma da' invece atto della forza di attrazione della cultura del nostro Paese. La nostra ci sembra una offerta di convergenza ragionevole alle forze sociali e politiche.”
La proposta prende in esame anche la cittadinanza per gli adulti, proponendo di abbassare a 5, dagli attuali 10, gli anni di cittadinanza necessari per richiedere la cittadinanza italiana, allineando l’Italia ai tempi degli altri paesi dell’Unione Europea.

lunedì 6 maggio 2013

Si riaccende il dibattito sullo ius soli


Il Ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge
 POLITICA - Forse non si aspettava di creare così tanti malesseri all’interno dell’eterogenea maggioranza di governo, ma le parole del neo ministro dell’integrazione Cecile Kyenge, quota PD nell’esecutivo e primo ministro di colore della Repubblica Italiana, hanno alzato un polverone.
Intervistata da Lucia Annunziata nella trasmissione In ½ ora, il Ministro si sofferma su due priorità del suo ministero anzi, non del ministero ma “è la società che lo chiede, il paese sta cambiando”: abolizione del reato di clandestinità e l’introduzione dello ius soli per la cittadinanza dei bambini nati in Italia da genitori stranieri. Kyenge sa che la via per l’approvazione del DDL sulla cittadinanza non è facile, “per far approvare la legge” confida alla giornalista Rai, “bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare le persone sensibili.”
Cittadinanza e clandestinità sono due punti toccati spesso durante la campagna elettorale dal centro sinistra ma dimenticati nel discorso che Letta ha pronunciato alle Camere per chiedere la fiducia.
Il ministro si attira i soliti insulti della Lega, "La ministra dell'Integrazione pensa che andrebbe abolito il reato di immigrazione clandestina - scrive Matteo Salvini: sulla sua pagina Facebook - Io invece penso che andrebbe subito abolito proprio il ministero dell'Integrazione", ma anche dure critiche del PDL, il capogruppo dei Senatori, Renato Schifani, si rivolge direttamente a Letta “affinché inviti i suoi ministri a una maggiore sobrietà, prudenza e cautela” ricordando che i temi toccati dal ministro non sono nel programma di governo, il suo vice Maurizio Gasparri precisa “Sull'immigrazione clandestina non decide il ministro. La cittadinanza automatica per il solo fatto di nascere in Italia non è praticabile”. Al senatore del PDL risponde il neo deputato PD  Khalid Chaouki: “Gasparri eviti di fare di un principio di civiltà, più volte richiamato dal presidente Napolitano, una battaglia ideologica sulla pelle dei bambini.”
E mentre il Ministro incassa il sostegno del Presidente della Camera Laura Boldrini “In Italia sarebbe veramente auspicabile rivedere la legge sulla cittadinanza e da lì sviluppare una normativa che sia all’altezza delle nuove sfide”, e da esponenti del suo partito, come Edoardo Patriarca “Il ministro non fa proclami solitari. Quanto esprime è da tempo sentito dalla popolazione italiana. Non vorrei che una parte del Pdl esprimesse solo una posizione ideologica"
Un primo stop arriva anche dal Presidente del Consiglio, Enrico Letta, che intervistato da Fazio spiega “È ovvio che sarà difficile trovare un accordo sullo ius soli. So che alcune di queste materie sono fuori dal discorso programmatico e so che su questi temi occorre che ci siano delle discussioni e dei dibattiti e non è detto che si possano trovare delle intese. Stessa cosa per il reato di immigrazione clandestina”.
Quello sulla cittadinanza però non è solo un dibattito che divide destra e sinistra, i numeri sono impressionanti. Secondo alcune statistiche sarebbero 590 mila i minori nati in Italia da genitori stranieri negli ultimi 10 anni. Per loro la via per diventare italiano c’è, al compimento del diciottesimo anno di età, dimostrando una serie di requisiti complicati e non sempre facili da dimostrare. Nel 2010sono nati in Italia da genitori stranieri 77.109 bambini, il 13.7% delle nascite.
Spesso i bambini che nascono in Italia non vedranno mai il paese di origine, non ne parlano la lingua e non ne conoscono le tradizioni, ma sono considerati stranieri.