giovedì 27 marzo 2014

M5S, alla fine uno vale più di altri.

VERSO LE EUROPEE - Comunicato politico numero cinquantaquattro, #vinciamonoi. In un post di poche righe Grillo detta il regolamento in vista delle elezioni europee, con richiami al codice di comportamento del futuro deputato e al regolamento per la partecipazione alle votazioni on-line per la compilazione delle liste.

In poche righe però Grillo ci offre alcuni spunti su cui riflettere.

Beppe Grillo, quale capo politico del MoVimento 5 Stelle e suo rappresentante”: dopo poco più di un anno dall’entrata in Parlamento dei primi deputati pentastellati Grillo ammette, come abbiamo sempre sostenutoin questo piccolo blog, di non essere solo il megafono del MoVimento ne solo il legale rappresentante del simbolo, è molto di più e ora lo ammette anche lui. Grillo ne è il capo politico. Il ruolo della rete, potrebbe sembrare, viene così in secondo piano rispetto a quello che può avere in un movimento politico il suo capo politico. Naturalmente non ci sono state votazioni che hanno certificato questo ed strano che il movimento che più di tutti invoca la democrazia partecipata stabilisca la sua unica carica non attraverso votazioni interne ma per autoproclamazione (nei partiti tradizionali, il capo politico viene eletto tramite congressi a cui partecipano gli iscritti).

Ciascun candidato del MoVimento 5 Stelle al Parlamento europeo … dovrà sottoscrivere formalmente l'impegno al rispetto del presente codice di comportamento, con assunzione di specifico impegno a dimettersi da deputato … sia nell'ipotesi in cui venisse ritenuto gravemente inadempiente al rispetto del codice di comportamento e, in difetto, a versare l'importo di €250.000E’ chiaro che Grillo ha bisogno di evitare quello che è successo nel Parlamento italiano con diversi deputati (soprattutto senatori) pronti a lasciare il movimento in dissenso alla linea del “capo”. Per farlo farà firmare un foglio nel quale il deputato o si impegna a tenere la linea del movimento oppure dimissione e multa. Naturalmente bisognerà capire chi detterà la linea ufficiale, la rete o il capo? Quale sarà l’ingerenza di Grillo e Casaleggio sui futuri deputati? Il programma del MoViemnto per le europee (scritto da Grillo e presentato durante una manifestazione pubblica senza una certificazione della rete) è composto da sette semplici titoli mentre il Parlamento è chiamato a lavorare su un centinaio di argomenti. Come dovranno votare in tutte le altre circostanze che vanno oltre il programma? Ad ogni votazione varrà chiesto agli inscritti del Movimento di votare on-line o sarà Grillo e Casaleggio a decidere la linea da adottare?

C’è però un’altra  considerazione da fare: il documento che chiede Grillo contrasta con i principi contenuti nello statuto del comportamentoeuropeo (che dovrebbe valere qualcosa di più rispetto ad un non-statuto). Scorrendo gli articolo del regolamento leggiamo infatti:

TITOLO 1

ART. 2

1- I deputati sono liberi e indipendenti.

2- Qualsiasi accordo sulle dimissioni dal mandato prima della scadenza o al termine della legislatura è nullo.

ART.3

1- I deputati votano individualmente e personalmente. Essi non possono essere vincolati da istruzioni né

ricevere mandato imperativo.

2- Qualsiasi accordo sulle modalità di esercizio del mandato è nullo.

 
È lo stesso principio che troviamo nella nostra Costituzione quando si parla dell’assenza di vincolo di mandato. Con l’aggravante di una multa pesante (250.000 euro) come deterrente.

 "Ogni deputato si impegna a prescegliere e designare due dei predetti assistenti di propria competenza fra i soggetti indicati come componenti del “gruppo di comunicazione M5S” da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio." Grillo non solo si autoproclama capo e detta la linea del Moviemnto, ma decide anche quali sono i collaboratori che il futuro deputato potrà assumere che saranno persone di fiducia di Grillo e Casaleggio. Vedremo in futuro se questa lista sarà compilata partendo da curriculum e selezionati pubblicamente oppure scelti in maniera poco trasparente, ricordando che i loro compensi saranno pagati dal Parlamento che è finanziato anche con le nostre tasse (utilizzo questo argomento solo perché tanto caro ai grillini).

 

In sintesi il post contrasta sia i principi del MoViemnto che delle istituzione a cui il futuro deputato sarà chiamato a prestare servizio. Ma c’è il forte rischio che il deputato dell’M5S nel parlamento europeo non risponda alla sua coscienza e non lavori per il miglioramento delle istituzioni e dell’Unione, sapendo di essere sempre controllato.

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