giovedì 19 dicembre 2013

Le lobby e la pubblicità sul blog di Grillo

POLITICA - Come ogni mattina accendo il mio Pc, vado su twitter o facebook e vedo che aria tira. Ho notato l’hashtag #fuorilelobby ed ho visto dei post di alcuni amici vicini al Movimento 5 Stelle, che pubblicizzano un post del blog di Beppe Grillo dal titolo:

Il Pd schiavo delle lobby d'oro #fuorilelobby

In sintesi si accusa un conflitto di interessi tra il Pd e De Benedetti, e di lobbisti in Parlamento che avrebbero lavorato per far approvare emendamenti favorevoli all’uomo di punta del Gruppo Editoriale Espresso. Vero, falso, non entro nel merito, probabilmente non si tratta di accuse del tutto campate in aria. Lascio a voi giudicare.

Incuriosito, vado sul Blog di Grillo. Confesso che metto il link a malincuore, perché giusto o sbagliato che sia il mio ragionamento, io ritengo che Grillo usi toni aggressivi e offensivi per spingere la gente a visitare il suo blog e così guadagnare sulla pubblicità.

Comunque, apro www.beppegrillo.it  e in cima noto la pubblicità alla nuova Carta American Express associata ad Italo, il gruppo di trasporto ferroviario che fa capo a Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle.

Non conosco nel dettaglio chi siano gli azionisti di American Express, ma da persona mediamente informata conosco sia Montezemolo che Della Valle.

Come molti sanno Montezemolo nasce e cresce come manager all’ombra della famiglia Agnelli, non proprio l’ultima famiglia italiana, poi diviene Capo di Confindustria che potremmo definire la “lobby suprema”, è il manager di punta della Ferrari, si avvicina alla “politica” con Italia Futura, prima con abboccamenti al Centro-Destra (Berlusconi gli propose di entrare nella sua squadra di governo) poi al Centro (alcuni esponenti di Italia Futura sono stati recentemente eletti con Scelta Civica), ultimamente con messaggi amichevoli verso Renzi. Scelte rispettabili, nulla da eccepire, però sicuramente il buon Luca è persona avvezza e conosciuta nei circoli del potere ed ha voce in capitolo nelle stanze che contano.

Percorso più o meno simile per Della Valle, creatore del marchio Tod’s, Azionista in Mediobanca, Rcs (che  vuol dire Corriere della Sera), Piaggio, Presidente della Fiorentina . Di lui si ricordano gite in barca con Clemente Mastella, aperture verso Mario Monti, endorsment per il Sindaco di Firenze Matteo Renzi. Anche qui nulla da eccepire, scelte rispettabili.

La scelta che sinceramente rispetto meno è quella della propaganda di Beppe Grillo e del suo blog, che con la mano destra critica le lobbies, con la sinistra incassa gli assegni dei ricavi derivanti dal pubblicizzare sul proprio blog aziende i cui proprietari sono due tra i principali lobbisti italiani.

Sono fiducioso che appena si accorgeranno di questa mancanza di coerenza, i Parlamentari e le persone vicine al Movimento 5 Stelle chiederanno al loro leader di stare più attento alla scelta delle aziende da pubblicizzare, magari scegliendo aziende al di sopra di ogni sospetto di conflitto di interessi.

Se cosi non fosse, sarebbe una ulteriore prova che quella del Movimento 5 Stelle è solamente una strategia propagandistica, senza effetti positivi concreti per il Paese.

Mario Scelzo.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

E' evidente che lei non conosce i sistemi pubblicitari in rete. Un sito che decide di ricavare dei guadagni dai banner pubblicitari, si affilia a dei servizi come Google Adsense. Il gestore del sito decide solo DOVE i banner pubblicitari possono apparire, ma NON può invece selezionare QUALI aziende troveranno spazio sul suo sito.
Questo a scanso di equivoci su una eventuale VOLONTA' di sponsorizzare determinate aziende.

Tolto questo, chi ha un minimo di dimestichezza con l'ambiente, sa che i guadagni derivanti da questo tipo di pubblicità sono davvero esigui. Di solito consistono in veri e propri guadagni (nel senso di entrare>uscite) per quei siti che non hanno particolari spese di gestione, tipo un blog poco conosciuto o comunque ospitato su siti gratuiti.
Qua stiamo parlando di spese gestionali non indifferenti, basti pensare al prezzo di un hosting in grado di sostenere una mole di traffico come quella del blog di Grillo,o ai compensi dei tecnici di sviluppo e di manutenzione.
Da quel che so, beppegrillo.it incassa annualmente una somma pari a circa 30.000 €.
Da qui possiamo capire che al netto di tutte le spese, risulta davvero difficile credere che il blog consegua degli utili meritevoli di una qualsivoglia attenzione.Anzi, in linea teorica, credo proprio sia in perdita.
E nel caso più assurdo, anche se non ci fossero spese da sostenere, parleremmo comunque di 30.000 € all'anno. Briciole rispetto alle situazioni che in questi mesi il M5S sta denunciando.
Nel caso specifico del lobbista ad esempio, parliamo di pensioni MENSILI, dove il meno remunerato prende 30.000 € al mese (tipo l'ex pres. del consiglio Amato, in quota PD).
Quindi trovo questo genere di polemica/denuncia decisamente poco consona ed ipocrita, perchè se vorremmo davvero parlare di ingiustizie ed incoerenze..dovremmo guardare da tutt'altra parte.
Saluti

Palla Break ha detto...

Caro Franco,

si, ammetto di non avere dimestichezza con l'ambiente della pubblicità on-line. Però sarei curioso di sapere il, da quel che so, da cosa deriva. 30.000 euro mi sembrano veramente pochi per un blog visitato da milioni di persone. Io penso parliamo di molti quattrini in più. Ma ammettiamo fossero i 30.000 euro, allora, tantopiù, perchè Grillo dovrebbe perdere la faccia per due spicci? Visto che per sua fortuna ha una vita agiata, rinunciasse ai 30.000 euro e accettasse di fare pubblicità solo a realtà no-profit. L'articolo sottolinea l'ambiguità dello scagliarsi in Parlamento contro le lobby per poi esserne finanziato. Sarebbe interessante poi che Grillo pubblicasse una sorta di rendiconto delle spese e ricavi del suo blog. Io mi permetto di segnalare che tutto quello che riguarda Grillo e Casaleggio è sempre attorniato dal mistero e dalla mancanza di chiarezza. Saluti, e comunquw su questo blog le critiche sono sempre bene accette.

Unknown ha detto...

Cercherò di aggiungere alte considerazioni a quelle di Mario Scelzo.
In primo luogo le vorrei assicurare che so come funziona il mercato pubblicitario e le assicuro che non ci trovo nulla di male a guadagnare dal blog. Mi chiedo però se, in questo caso, i guadagni di Grillo e della Casaleggio associati siano coerenti. Mi spiego meglio, se il presidente del MoVimento 5 Stelle (le ricordo che c’è un atto notarile firmato che stabilisce per Grillo la presidenza e per il nipote Enrico la vicepresidenza) fa delle campagne contro le Lobby (come in questo caso) o contro le slot machine e poi ricava soldi da lobbysti o dal gioco d’azzardo on-line (come è accaduto) ha un atteggiamento coerente? Scrive un post contro le lobby, lo mette on-line cercando di farlo leggere a più persone possibili e poi guadagna dalla pubblicità delle persone che critica è corretto? Detto questo se le cifre che ricava il blog sono quelle che ha citato lei, Grillo potrebbe decidere di non affidare la propria pubblicità ad un’azienda terza ma potrebbe scegliere personalmente le aziende da cui prendere soldi o, in alternativa, potrebbe scegliere di non avere pubblicità e chiedere ai propri elettori e simpatizzanti contributi per la spesa di gestione.
Naturalmente sarebbe interessante capire se Grillo, da quando ha iniziato ad interessarsi della politica ci ha guadagnato, ma al momento non è disponibile consultare la sua dichiarazione dei redditi (sarebbe un bel gesto anche per la trasparenza sempre molto invocata dal leader del Movimento). Vorrei invece sapere su quali basi ha detto che gli introiti del blog si aggirino sui 30 mila euro. Il Sole 24 Ore in un articolo di qualche mese fa, intervistando un esperto in materia, stimava un giro d’affari per il blog tra i 5 e i 10 milioni di euro. Come vede cifre totalmente diversa da quella suggerita da lei, chi ha ragione quindi, lei o il Sole 24 ore? Se fosse esatta la cifre del giornale di Confindustria le cose sarebbero nettamente diverse da come sostiene lei e quelle pubblicità avrebbero tutto un altro sapore (e qui sarebbe importante vedere la dichiarazione dei redditi di Grillo per toglierci ogni dubbio). Aggiungo anche che ogni volta che un utente prova ad entrare in qualsiasi sito vicino al MoVimento si viene reindirizzati sul blog di Grillo, facendo aumentare gli accessi e quindi gli introiti di Grillo.
Vorrei spendere ancora qualche riga. Se il lobbysta che cita nel suo commento è quello che appare in un recente video di denuncia sul blog vorrei dirle cosa penso. Quel video non prova niente, una voce camuffata montato sul video di una persona oscurata. Non ci viene detto chi è, dove è stato girato ne da chi, con chi sta parlando. A quel video, per altro, non mi risulta sia stata intentata nessuna interrogazione parlamentare. Mi occupo da anni di informazione, se fossi arrivato con quel video il mio capo redattore, dopo una sonora risata, mi avrebbe cacciato. Quel video, così come è, non solo non dice nulla, ma per quanto ne sappiamo potrebbe essere stato girato a casa di Grillo con la voce del nipote.

Unknown ha detto...

Grazie delle interessanti informazioni Mario Scelzo.

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