ATTUALITA' - Mentre sui principali quotidiani riecheggia la condanna a 12 anni di reclusione dell'ultraottantenne Gaetano Riina, fratello del più famoso bos Totò, si sta svolgendo oggi a Firenze la diciottesima edizione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie", promossa dall'associazione Libera e Avviso Pubblico. La Giornata della Memoria e dell'Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. 'Ma da questo terribile elenco - sottolinea Libera - mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare'.
Sempre a Firenze centinaia di familiari delle vittime della mafia hanno partecipato ieri sera alla veglia interreligiosa che si e' tenuta nella basilica di Santa Croce a Firenze sempre per iniziativa dell'associazione Libera. Alla celebrazione ha partecipato il vescovo di Fiesole, Mario Meini e, tra gli altri, anche l'imam di Firenze Izzedin Elzir. Una lunga processione di familiari delle vittime ha fatto risuonare nella basilica il nome di ciascuno dei morti per mano della mafia.
La pagina del sito di libera sull'evento
Il sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia
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sabato 16 marzo 2013
venerdì 18 gennaio 2013
"E se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto", un ricordo di Don Puglisi a Torino
NEWS DALLA STORIA - Padre Puglisi fu ucciso il 15 settembre 1993 davanti alla sua parrocchia nel centro di Palermo, condannato a morte dai boss mafiosi per il suo impegno contro la criminalità organizzata: la sua coerenza personale, l'insistenza sull'educazione dei giovani alla legalità e la capacità di motivare altri a questo impegno lo avevano reso un "nemico" da eliminare al più presto, per riportare il pieno controllo della criminalità sul territorio. Quando quella sera di vent'anni fa i due killer gli si avvicinarono con la pistola in pugno, padre Puglisi sorrise ai suoi uccisori e disse: «Me l'aspettavo». Il prossimo 25 maggio sarà celebrata a Palermo la sua beatificazione.
"E se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto. Padre Puglisi tra spiritualità e impegno civile” è il titolo dell’incontro che si svolge domani alle 20,45 alla Fabbrica delle E del capoluogo piemontese, organizzato da Movimento ecclesiale di Impegno culturale (Meic) di Torino, Libera Piemonte, Azione cattolica e Il Nostro Pianeta, con la collaborazione di Abitare la terra, ACLI Torino, Agesci zona Torino, Centro Studi Bruno Longo, CISV, FUCI, GIOC, Ufficio per la pastorale degli universitari della diocesi di Torino.
Venerdì 18 gennaio 2013, alle 20.45,
Fabbrica delle E, in corso Trapani 91/b
"E se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto"
Padre Pino Puglisi tra spiritualità e impegno civile
Interviene
don Luigi Ciotti, presidente di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
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lunedì 1 ottobre 2012
La corruzione è la vera tassa degli italiani. Presentato il dossier di Libera

"La corruzione è una mega tassa occulta che impoverisce il paese sul piano economico, politico, culturale e ambientale” ha detto don Ciotti nel corso della conferenza. La corruzione infatti si paga cara: 10 miliardi di euro l’anno in termini di prodotto interno lordo è la stima della perdita di ricchezza causata in Italia. Il fenomeno, spiegano i redattori del dossier, in Italia ormai “è a livelli mastodontici e può crescere ancora, se non si contrasta in modo netto, senza mediazioni, con volontà politica concreta, che vada al di là delle parole”.
I dati del dossier mettono insieme stime e numeri su un fenomeno prettamente italiano provenienti anche da fonti estere, da rapporti internazionali, dai dati della Banca Mondiale a quelli di dati Eurobarometro. Il risultato è un dissesto economico e sociale che non ha pari in Europa. Secondo la World Bank, nel mondo si pagano ogni anno più di 1.000 miliardi di dollari di tangenti e va sprecato, a causa della corruzione, circa il 3 per cento del Pil mondiale. Applicando questa percentuale all’Italia, spiegano gli autori del dossier, si calcola che annualmente l’onere sui bilanci pubblici sia nella misura di 50-60 miliardi di euro l’anno. Siamo di fronte ad una vera una vera e propria tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini. Si stima che la perdita di ricchezza causata dalla corruzione ammonti ogni anno, in Italia, a circa 10 miliardi di euro in termini di prodotto interno lordo. Sono l’equivalente di circa 170 euro annui di reddito pro capite e di oltre il 6 per cento in termini di produttività.
Esiste poi la corruzione ambientale, quella che riguarda le grandi opere e lo smaltimento dei rifiuti, quella che si annida nell’edilizia e nella gestione delle emergenze. Ed è stata dimostrata, secondo gli autori del dossier, anche una correlazione fra il tasso di mortalità infantile e la diffusione della corruzione, misurata attraverso l’indice di percezione di Transparency International. Una stima prudenziale porta a ipotizzare che "circa l’1,6 per cento dei decessi di bambini nel mondo possa essere spiegata dalla corruzione, il che significa che, delle 8.795.000 morti annuali di bambini, più di 140.000 possono essere indirettamente attribuite alla corruzione". Il nesso causa-effetto lo si ritrova nel fatto che la corruzione fa finire in tasche private fondi che invece dovrebbero finanziare programmi di cura, assistenza e prevenzione della malattie. Infine secondo gli autori del dossier: “In Italia nel 2010 il tasso di mortalità infantile è stato del 3,7 per mille, pari all’incirca a 12.638 bambini deceduti in quella fascia d’età. Applicando la fatidica percentuale dell’1,6 per cento di vittime infantili della corruzione, soltanto in quell’anno in Italia si arriva a stimare la perdita di 202 bambini a causa delle tangenti”.
Si tratta quindi di una vera emergenza, di fronte alla quale, “il tempo è scaduto”, ribadiscono Libera, Legambiente e Avviso Pubblico, che chiedono “scelte chiare, nette e concrete” alla classe politica: “Bisogna approvare il disegno di legge anticorruzione. Bisogna dire basta a chi ruba. E’ quello che hanno chiesto a viva voce oltre un milione e mezzo di italiani firmando le cartoline con cui Libera ed Avviso pubblico hanno sollecitato l’effettivo recepimento delle convenzioni internazionali contro la corruzione”.
di Roberto Bortone
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