ATTUALITA' - Mentre sui principali quotidiani riecheggia la condanna a 12 anni di reclusione dell'ultraottantenne Gaetano Riina, fratello del più famoso bos Totò, si sta svolgendo oggi a Firenze la diciottesima edizione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie", promossa dall'associazione Libera e Avviso Pubblico. La Giornata della Memoria e dell'Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. 'Ma da questo terribile elenco - sottolinea Libera - mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare'.
Sempre a Firenze centinaia di familiari delle vittime della mafia hanno partecipato ieri sera alla veglia interreligiosa che si e' tenuta nella basilica di Santa Croce a Firenze sempre per iniziativa dell'associazione Libera. Alla celebrazione ha partecipato il vescovo di Fiesole, Mario Meini e, tra gli altri, anche l'imam di Firenze Izzedin Elzir. Una lunga processione di familiari delle vittime ha fatto risuonare nella basilica il nome di ciascuno dei morti per mano della mafia.
La pagina del sito di libera sull'evento
Il sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia
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sabato 16 marzo 2013
sabato 2 febbraio 2013
Proposta per il nuovo Parlamento: dichiarare guerra alla mafia
Ha colpito favorevolmente la nostra attenzione la lettera scritta da Walter Veltroni e pubblicata ieri da Repubblica. Un appello al nuovo Parlamento che nascerà dalle prossime elezioni: dichiarare guerra alla mafia, in tutte le sedi e con tutti gli strumenti. Secondo Weltroni il connubbio mafia e recessione è particolarmente pericoloso e potrebbe essere proprio la corruzione ad impedire al nostro Paese una ripresa nel futuro prossimo. Seguono una serie di proposte concrete e condivisibili: regole essenziali come quelle sull'autoriciclaggio, la messa a regime della banca dati unica delle informative antimafia accessibile alla Dna, l'attuazione della "white list" realizzando presso le prefetture elenchi di aziende davvero pulite. Un appello giusto e opportuno sul quale speriamo che tutte le forze politiche in campo si misurino.
La lettera integrale di Walter Veltroni:
"Caro direttore,
occorre che lo Stato italiano entri in guerra. Che notifichi, all'avvio del prossimo Parlamento, una vera e propria dichiarazione di guerra alla mafia, alle mafie. Lo so, non ci sono ambasciatori e cancellerie a cui consegnare un documento formale. Ma la mafia, le mafie, sanno benissimo lanciare segnali e anche comprenderli. Se la politica, le istituzioni, i cittadini sono uniti (al di là di qualsiasi divisione) i poteri criminali capiranno che la Repubblica fa sul serio.
La lettera integrale di Walter Veltroni:
"Caro direttore,
occorre che lo Stato italiano entri in guerra. Che notifichi, all'avvio del prossimo Parlamento, una vera e propria dichiarazione di guerra alla mafia, alle mafie. Lo so, non ci sono ambasciatori e cancellerie a cui consegnare un documento formale. Ma la mafia, le mafie, sanno benissimo lanciare segnali e anche comprenderli. Se la politica, le istituzioni, i cittadini sono uniti (al di là di qualsiasi divisione) i poteri criminali capiranno che la Repubblica fa sul serio.
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