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martedì 5 febbraio 2013
La proposta di un'agenda contro le mafie
POLITICA - Con piacere si legge oggi tra le colonne de La Stampa l'attenta analisi di Federico Varese, docente di Criminologia all'Università di Oxford e autore di importanti saggi sul rapporto tra mafia e globalizzazione. Concordiamo infatti con quanto afferma l'esperto nell'incipit del suo articolo: "Peppino Impastato gridava dai microfoni di Radio Aut: “la mafia è una montagna di merda.” Eppure i partiti continuano a sottovalutare questo scandalo italiano che dura da quasi duecento anni. L’Agenda Monti ha il merito di aver formulato alcune proposte concrete, ma le poche idee utili che circolano in questa campagna elettorale naufragano nella cacofonia assordante dei proclami, dei tweets e dei verdetti sulle apparizioni televisive di Berlusconi. Nessuno sembra capire che la lotta alla mafia è parte integrante dalla riforma dello stato e dei rapporti economici".
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venerdì 25 gennaio 2013
Connivenze tra gioco d'azzardo e criminalità. Il coraggio del giornalista Tizian
Giovanni Tizian è un giornalista della Gazzetta di Modena e inchiestista di Repubblica e di Espresso. Il suo lavoro si è da sempre concentrato sulle interferenze dei clan delle ‘ndrine nel mondo del gioco d’azzardo legale. La sua ultima inchiesta ha portato al sequestro di 1500 slot machine truccate e all’arresto del boss della ‘ndrangheda Nicola Fermia nel corso della maxi operazione della GdF di Bologna.
“O la smette, o gli spariamo in bocca“: questa la minaccia esplicita che il boss della ‘ndrangheta Nicola Femia suggerisce al telefono all'imprenditore Guido Torello. Proprio per questo motivo Tizian dal 2011 è inserito nel programma di protezione delle vittime di mafia e vive sotto scorta.
Ieri il boss della 'ndrangheta Nicola Fermia è stato finalmente arrestato in una maxi operazione della Guardia di Finanza che ha portato in carcere altre 29 persone, oltre che il sequestro di 1500 slot machine truccate.
Sul sito personale del giornalista (http://www.iomichiamogiovannitizian.org) troviamo le motivazioni, profonde, del suo impegno civile contro le mafie: il 23 ottobre 1989, a colpi di lupara, veniva assassinato il padre, Peppe Tizian mentre da Locri rientrava a Bovalino dopo una giornata di lavoro. E' la storia straordinaria e insieme normale, in questo Paese, di un cittadino onesto, di funzionario di banca che non si è piegato al malaffare mafioso.
Sono 52 in Italia i giornalisti che per fare bene il proprio mestiere sono finiti sotto scorta. Indagare, scavare a fondo oppure, molto più semplicemente, dire la verità, è ancora una cosa pericolosa. Come sono pericolosi gli intrecci, svelati e dimostrati da Tizian, tra il gioco d'azzardo e la criminalità organizzata al nord: sono milioni gli euro "lavati" e reinvestiti in quel settore, più volte al centro dell'azione del governo che ha cercato di regolamentarlo. Non senza incontrare ostacoli, come ha affermato il ministro Riccardi che ha voluto portare la sua solidarietà a Tizian: "La vicenda del coraggioso giornalista Giovanni Tizia, a cui deve andare tutta la nostra vicinanza e solidarietà, non fa che confermare le mie preoccupazioni per una sottovalutazione complessiva del tema del gioco d'azzardo e dei rischi ad esso connessi (...) Il governo Monti ha sicuramente il merito di aver fatto approvare una prima, incisiva regolamentazione del settore, limitando la pubblicità, introducendo la definizione di ludopatia, salvaguardando le categorie più deboli - ha aggiunto Riccardi - Tuttavia, la prossima legislatura dovrà affrontare con ancor più vigore i nodi di questo inquietante fenomeno. Non basta dire che il gioco porta soldi alle casse dello Stato per superare di colpo tutte le perplessità, le riserve e le preoccupazioni".
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venerdì 18 gennaio 2013
"E se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto", un ricordo di Don Puglisi a Torino
NEWS DALLA STORIA - Padre Puglisi fu ucciso il 15 settembre 1993 davanti alla sua parrocchia nel centro di Palermo, condannato a morte dai boss mafiosi per il suo impegno contro la criminalità organizzata: la sua coerenza personale, l'insistenza sull'educazione dei giovani alla legalità e la capacità di motivare altri a questo impegno lo avevano reso un "nemico" da eliminare al più presto, per riportare il pieno controllo della criminalità sul territorio. Quando quella sera di vent'anni fa i due killer gli si avvicinarono con la pistola in pugno, padre Puglisi sorrise ai suoi uccisori e disse: «Me l'aspettavo». Il prossimo 25 maggio sarà celebrata a Palermo la sua beatificazione.
"E se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto. Padre Puglisi tra spiritualità e impegno civile” è il titolo dell’incontro che si svolge domani alle 20,45 alla Fabbrica delle E del capoluogo piemontese, organizzato da Movimento ecclesiale di Impegno culturale (Meic) di Torino, Libera Piemonte, Azione cattolica e Il Nostro Pianeta, con la collaborazione di Abitare la terra, ACLI Torino, Agesci zona Torino, Centro Studi Bruno Longo, CISV, FUCI, GIOC, Ufficio per la pastorale degli universitari della diocesi di Torino.
Venerdì 18 gennaio 2013, alle 20.45,
Fabbrica delle E, in corso Trapani 91/b
"E se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto"
Padre Pino Puglisi tra spiritualità e impegno civile
Interviene
don Luigi Ciotti, presidente di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
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