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mercoledì 10 ottobre 2012

Giornata mondiale contro la pena di morte, una battaglia da vincere



Si celebra oggi 10 ottobre, la decima edizione della Giornata mondiale contro la pena di morte, istituita dalla World Coalition against the death penalty per sensibilizare la comunità internazionale.

In questi ultimi dieci anni sono significativi i progressi fatti per cancellare la pena capitale dagli ordinamenti degli Stati in tutto il mondo.

Secondo i dati riportati dalla World Coalition Against the Death Penalty, che raccoglie le principali organizzazioni impegnate nella lotta per l'abolizione della pena di morte (Comunità di Sant'Egidio, Amnesty International, solo per citarne alcune), sono 141 i paesi che hanno abolito per legge o di fatto la pena di morte. 97 quelli che la hanno eliminata dall'ordinamneto per tutti i crimini; per 36 paesi lo strumento capitale è in disuso da tempo. Infine 8 paesi hanno abolito la pena di morte per i crimini ordinari.

C'è ancora molto da fare, sebbene anche sul fronte del numero delle esecuzioni i dati siano significativi. Nel 2011 si sono registrate esecuzioni capitali in 21 paesi, nel 2001 in 31. Una sostanziale diminuzione che fa ben sperare. Buone notizie anche dai paesi, cosiddetti emergenti, che hanno rinunciato in questi anni alla pena di morte: Albania, Argentina, Armenia, Bhutan, Burundi, Cook Islands, Gabon, Gracia, Kyrgyzstan, Georgia, Messico, Filippine, Rwanda, Samoa, Senegal, Togo, Turkia e Uzbekistan.

La sfida dei prossimi anni, secondo il World Coalition, è quella di convincere gli stati che ancora mantengono la pena di morte a moderarne l'utilizzo (escludendo dai reati per cui è prevista quello di traffico di droga, omosessualità e terrorismo). La strada maestra è sempre quella delle Nazioni Unite, che nel prossimo dicembre voteranno una risoluzione, la quarta, per chiedere agli stati che ancora la applicano una moratoria sull'utilizzo della pena di morte.

Per approfondire:

Il calendario degli eventi per la giornata mondiale

Cities For Life - Città per la vita, l'evento internazionale organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio



lunedì 8 ottobre 2012

Prevenire i disastri naturali, l'attenzione è mondiale, l'impegno locale (dovrebbe)

ATTUALITA' - Forse non tutti sanno che nell'agenda delle Nazioni Unite esiste anche una data dedicata alla riduzione dei Disastri Natuarali. "La Giornata Internazionale per la Prevenzione delle Catastrofi Naturali" si svolge, da dieci anni, per decisione dell'Assemblea Generale dell'ONU, ogni secondo mercoledì di ottobre.

In Italia ogni anno il tema del rischio ambientale torna prepotentemente alla ribalta delle cronache. L'ultimo tragico terremoto in Emilia ha evidenziato tutta la fragilità delle infrastrutture anche in un territorio considerato ad alta industrializzazione. Ma si sà, tecnologia e prevenzione non sempre vanno d'accordo, bisogna che ci sia l'interesse e prima ancora la presa di coscenza che "prevenire è possibile": forse non sapremo mai quando avverà un terremoto o una tempesta, ma avremo la certezza che le nostre case e i nostri luoghi di lavoro sono preparati ad affrontare ogni situazione.

Così il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, nel suo messaggio per la giornta di quest'anno, ha dichiarato: “Coloro che pianificano l’assetto delle città devono tener conto delle principali fonti di rischio nelle aree urbane, come ad esempio quelle causate da management, pianificazione ed esecuzione inadeguati. I processi decisionali dovrebbero essere globali e partecipativi e i principi dell’urbanizzazione sostenibile dovrebbero essere accolti e difesi, soprattutto per il benessere di coloro che vivono nelle baraccopoli o in sistemazioni di fortuna. La riduzione del rischio di disastri riguarda tutti noi ed ha bisogno della partecipazione e dell’investimento da parte della società civile, dei network professionali, così come di comuni e dei governi nazionali”.

Per approfondire il tema, visita la sezione "eco-disastri e dintorni" sulla biblioteca virtuale di www.archivio900.it >

Roberto Bortone