
Il Pd schiavo delle lobby d'oro #fuorilelobby
In sintesi
si accusa un conflitto di interessi tra il Pd e De Benedetti, e di lobbisti in
Parlamento che avrebbero lavorato per far approvare emendamenti favorevoli
all’uomo di punta del Gruppo Editoriale Espresso. Vero, falso, non entro nel
merito, probabilmente non si tratta di accuse del tutto campate in aria. Lascio
a voi giudicare.
Incuriosito,
vado sul Blog di Grillo. Confesso che metto il link a malincuore, perché giusto
o sbagliato che sia il mio ragionamento, io ritengo che Grillo usi toni
aggressivi e offensivi per spingere la gente a visitare il suo blog e così
guadagnare sulla pubblicità.
Comunque,
apro www.beppegrillo.it e in cima noto la pubblicità alla nuova Carta
American Express associata ad Italo, il gruppo di trasporto ferroviario che fa
capo a Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle.
Non conosco
nel dettaglio chi siano gli azionisti di American Express, ma da persona
mediamente informata conosco sia Montezemolo che Della Valle.
Come molti
sanno Montezemolo nasce e cresce come manager all’ombra della famiglia Agnelli,
non proprio l’ultima famiglia italiana, poi diviene Capo di Confindustria che
potremmo definire la “lobby suprema”, è il manager di punta della Ferrari, si
avvicina alla “politica” con Italia Futura, prima con abboccamenti al Centro-Destra
(Berlusconi gli propose di entrare nella sua squadra di governo) poi al Centro
(alcuni esponenti di Italia Futura sono stati recentemente eletti con Scelta
Civica), ultimamente con messaggi amichevoli verso Renzi. Scelte rispettabili,
nulla da eccepire, però sicuramente il buon Luca è persona avvezza e conosciuta
nei circoli del potere ed ha voce in capitolo nelle stanze che contano.
Percorso più
o meno simile per Della Valle, creatore del marchio Tod’s, Azionista in
Mediobanca, Rcs (che vuol dire Corriere
della Sera), Piaggio, Presidente della Fiorentina . Di lui si ricordano gite in
barca con Clemente Mastella, aperture verso Mario Monti, endorsment per il
Sindaco di Firenze Matteo Renzi. Anche qui nulla da eccepire, scelte
rispettabili.
La scelta
che sinceramente rispetto meno è quella della propaganda di Beppe Grillo e del
suo blog, che con la mano destra critica le lobbies, con la sinistra incassa
gli assegni dei ricavi derivanti dal pubblicizzare sul proprio blog aziende i
cui proprietari sono due tra i principali lobbisti italiani.
Sono
fiducioso che appena si accorgeranno di questa mancanza di coerenza, i
Parlamentari e le persone vicine al Movimento 5 Stelle chiederanno al loro
leader di stare più attento alla scelta delle aziende da pubblicizzare, magari
scegliendo aziende al di sopra di ogni sospetto di conflitto di interessi.
Se cosi non
fosse, sarebbe una ulteriore prova che quella del Movimento 5 Stelle è
solamente una strategia propagandistica, senza effetti positivi concreti per il
Paese.
Mario
Scelzo.