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lunedì 20 gennaio 2014

Renzi, Berlusconi, e le (5) stelle stanno a guardare

POLITICA - Sabato si è tenuto l’incontro tra Renzi e Berlusconi, incontro che ha suscitato attese, ma anche malumori, code polemiche, ha generato un dibattito a tutto campo sul ruolo di Renzi, sulla volontà di Berlusconi, su 20 anni di Storia del nostro Paese. Tanti illustri commentatori hanno detto la loro, vorrei provare a dire la mia, calcolando vantaggi e svantaggi della mossa, certamente rischiosa, del Sindaco di Firenze.

Vado subito al sodo, a mio parere il giudizio su questo incontro potremmo darlo tra qualche mese. Renzi sta giocando a poker, se a seguito di questo incontro arriveranno risultati concreti (in sintesi, le riforme), avrà vinto abilmente la sua partita; Se per un qualsiasi motivo l’intesa raggiunta dovesse saltare, potremmo dire che il Segretario del Pd avrà rischiato troppo, e non mi stupirei fosse costretto a ridimensionare i suoi sogni di gloria.

Procederò per punti negativi e positivi, con alcune doverose premesse:

  •     Al di là di ogni schieramento politico, considero le cosiddette riforme ( Titolo V della Costituzione, Legge Elettorale, Senato) assolutamente necessarie. Se ne parla da anni, si sono succedute commissioni, comitati di saggi, sentenze, ma ad oggi, nessun risultato. Probabilmente tali riforme potrebbero essere la base per una rinascita socio-economica del Paese, credo che su questo dato esista una consapevolezza che va al di là della destra e della sinistra.

  •       A mio parere, oggi in Italia esistono tre gruppi politici di rilievo nazionale, più altri partiti che per peso politico non hanno oggettivamente una statura rilevante. Insomma, il nostro oggi è un sistema tripolare, con centrosinistra, centrodestra (considero Alfano una costola del centrodestra) e Movimento 5 Stelle che si dividono il 90% dei voti, ed agli altri partiti restano le briciole. Considero doveroso e necessario un dialogo tra questi tre gruppi politici.

  •     Ora, il Segretario del Partito Democratico ha lanciato le sue proposte per le riforme, a mio parere l’ideale sarebbe che a sedersi al tavolo delle trattative fossero in tre, ma, e sfido chiunque a contestare la mia affermazione, per l’ennesima volta il Movimento 5 Stelle ha dimostrato di non avere  a cuore gli interessi del paese, rifiutando non dico di dialogare, ma perfino di ascoltare le proposte del Partito Democratico. Confesso che sono veramente deluso dalla dirigenza del Movimento, che decide di non dare alcun peso al voto di nove milioni di persone. Giusto o sbagliato che sia il ragionamento di Grillo, la realtà è che, senza cercare accordi, quei nove milioni di elettori non partecipano alla costruzione ed alla stesura delle regole del gioco.

Andiamo con ordine. Renzi a mio parere ha sbagliato:

  •      A trattare non con Forza Italia, ma con Silvio Berlusconi, che è sempre il leader di Forza Italia e direi del Centro-Destra, ma per la prima volta è un pregiudicato per frode fiscale. Da Veltroni a D’Alema, quasi tutti i leader del Centrosinistra hanno discusso con Berlusconi, solo che all’epoca il capo di Mediaset era sì discusso, ma non condannato. Stavolta Matteo Renzi ha scelto di dare piena legittimità politica ad un leader condannato per evasione fiscale.

  •       Pur apprezzando il protagonismo del Partito Democratico, che dopo anni di inseguimento delle mosse dell’avversario si rende principale artefice del dibattito politico, penso Renzi stia esagerando nello svolgimento delle sue funzioni. Piaccia o no, c’è un Premier in carica, oltretutto compagno di partito, ed è evidente che le mosse di Renzi mettono spesso a rischio la continuità del Governo Letta.

Ma ci sono gli elementi positivi a favore di Matteo:

  •     In quasi tutti i paesi Occidentali, è prassi comune vedere i due principali partiti dialogare, discutere, magari a lungo, ma in un quadro di rispetto e rapporti cordiali. Pensiamo alla Merkel in Germania che da anni governa con il sostegno dei socialdemocratici. In qualche modo questo dialogo Renzi – Berlusconi riavvicina l’Italia agli altri paesi europei.

  •    I risultati. Penso di sentire la frase “bisogna fare le riforme” da quando Baggio era una giovane promessa, Maldini un terzino promettente, Eros Ramazzotti un cantante giovane e Nanni Moretti un regista alle prime armi. Se il Sindaco di Firenze riuscisse nel suo intento di cambiare la legge elettorale, modificare la Costituzione ed il Senato, oltretutto in accordo con le altre forze politiche, sarebbe un grande risultato ed un ottimo biglietto da visita per vederlo in futuro alla prova del Governo.

  •   Da quanto si apprende, probabilmente dall’accordo Renzi – Berlusconi potrebbe nascere una legge elettorale di base maggioritaria, che garantirebbe la governabilità. Potremmo finalmente sapere la sera delle elezioni chi andrà al Governo, senza doverci sorbire inciuci, trattative, dirette streaming e quant’altro. Io lo considererei un notevole passo avanti per la nazione. Chi vince Governa. Punto. Poi, se va bene continua, altrimenti alternanza. Inoltre una legge elettorale maggioritaria ci garantirebbe di liberarci dal ricatto dei piccoli partiti che da anni condizionano in negativo la vita politica del paese.
In conclusione, Renzi ha fatto bene o ha fatto male? Il mio parere è che lo scopriremo solo vivendo. Quello che posso dire con assoluta certezza è che mentre il Sindaco di Firenze almeno ci prova, e Berlusconi cerca di farsi ricordare non come il corruttore ma come il leader che ha contribuito alla realizzazione delle riforme, le (5) Stelle stanno a guardare.

 

Mario Scelzo

giovedì 16 gennaio 2014

L'incontro tra Renzi e Berlusconi

POLITICA - Novembre 2007. L’allora sindaco di una grande città (Roma) e primo segretario del Partito Democratico (carica assunta dall’ottobre 2007),  Walter Veltroni, incontrava il presidente di Forza Italia ed ex premier, Silvio Berlusconi. Il governo era presieduto dal presidente Romano Prodi, con Fausto Bertinotti (PRC) presidente della Camera e Franco Marini (PD) al Senato. Tra i tanti tempi che i due leader dei maggiori partiti italiani affrontarono c’era la riforma della legge elettorale (il Porcellum). Quell’appuntamento chiudeva una serie di incontri bilaterali che Veltroni stava facendo con tutte le forze politiche per giungere ad una riforma della legge elettorale. Interessanti alcune dichiarazioni di quei giorni. Bertinotti sosteneva che “Tutti gli incontri che favoriscono il confronto sulla riforma elettorale e l’avvicinamento delle posizioni sono da guardare con grande attenzione” sottolineando però la necessità di trovare “un largo consenso in Parlamento per la riforma della legge elettorale”. Gli fa eco Francesco Rutelli, che pensa che quell’incontro è” un’occasione da non perdere: credo che Veltroni non la perderà e credo che anche Berlusconi avvertirà la responsabilità di chi non può dire sempre no”.

Tutti ricordiamo come proseguì la storia. Il Porcellum rimase in vigore ancora diversi anni (e due parlamenti furono eletti con una legge oggi giudicata incostituzionale). Veltroni rivitalizzò Berlusconi ed indebolì il già precario governo Prodi (che fu sfiduciato nel gennaio 2008).
Tra pochi giorni il sindaco di una grande città (Firenze) e neo segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, incontrerà il presidente di Forza Italia ed ex premier, Silvio Berlusconi. Motivo dell’incontro si discuterà sulla riforma della legge elettorale (sempre il Porcellum).
Le similitudini sono molte.

Nel Partito Democratico è scoppiata la polemica intorno a questo incontro, con i bersaniani che chiedevano di non usare la sede del PD e con pesanti accuse di poca trasparenza verso Letta rivolta a Renzi dagli uomini vicini a Cuperlo (stesso accusa fatta per altro anche da Alfano) e con Civati che attacca anche più pesantemente il neo segretario dicendo che “Penso che Renzi voglia andare a votare a maggio, penso che quello che ha sempre negato ormai sia fin troppo visibile.”
Se da una parte è vero che la legge elettorale non si fa a maggioranza (infatti credo che il M5S stia sbagliando completamente a dire no a Renzi senza entrare nel merito), è anche vero che dovrebbe essere il Parlamento il luogo migliore per discutere di certi argomenti e non incontri bilaterali (Renzi ha già incontrato il leader del Nuovo Centro Destra Alfano e quello di SEL Vendola).

Renzi poi dovrebbe avere il coraggio di prendere la responsabilità di entrare nell’esecutivo o di far entrare suoi uomini fidati al governo per poter cercare di dettare la linea politica del governo nel Consiglio dei Ministri.