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martedì 5 febbraio 2013
Cina, troppi suicidi nella Foxcoon: la Apple favorevole all'ingresso del sindacato
ATTUALITA' - Finalmente arriva la svolta che tutti aspettavano. La Foxconn, casa madre a Taiwan, che possiede decine di fabbriche in Cina con oltre un milione di operai, ha deciso di aprire le porte al sindacato. Il gruppo produce iPhone e vari prodotti per conto di Apple e altri marchi famosi. A partire dal 2009, numerosi dipendenti
si erano uccisi perché non riuscivano più a tollerare le durissime condizioni di lavoro nelle fabbriche.
sabato 3 novembre 2012
In Russia la censura avanza sul web
La notizia è di quelle che avrebbe fatto esplodere la rivolta sul web, almeno in Italia o in altri Paesi in cui esso è ancora considerato un baluardo dell'informazione libera. Non così in Russia, dove alcuni giorni fa le due camere del Parlamento hanno approvato a grande maggioranza una legge che prevede la possibilità di bloccare i siti web con contenuto "dannoso" per i minorenni.
Le autorità potranno dunque redigere una lista nera dei siti web che andranno oscurati e, senza alcuna decisione di un giudice e possibilità di appello da parte dei gestori, ordineranno ai provider di eseguire la chiusura.
Le critiche mosse al provvedimento provengono dagli ambienti dell'opposizione a Putin e da diverse associazioni per i diritti civili, che vedono nella legge, il cavallo di troia che, con la scusa di tutelare i minori, potrà insinuarsi anche nella rete - l'unico canale in cui i media non sono controllati totalmente dal governo - rendendo impossibile organizzare manifestazioni e movimenti di protesta.
D'altra parte precedenti preoccupanti in tal senso non mancano. Il sito russo di Wikipedia, ru.wikipedia.org era stato chiuso il 10 Luglio per aver dimostrato il proprio dissenso. La pagina d’accesso del sito riporta ancora oggi la frase “immaginate un mondo senza informazione libera”. Anche i giganti del web russo, come il motore di ricerca Yandex ed il portale di posta elettronica Mail.ru, hanno espresso forti perplessità sul dispositivo di legge, evidenziando come esso consegni esclusivamente nelle mani dei politici al potere la libertà di espressione nel Paese, già nettamente più ridotta che altrove.
La Russia rientra infati tra i paesi “sotto sorveglianza” secondo l’ultimo rapporto sui Nemici di Internet pubblicato nel marzo 2012 da Reporter senza frontiere. Il Paese, sempre secondo l''Associazione, si trova inoltre al 142° posto su 179 nell’elenco mondiale della libertà di stampa.
Il dibattito sulla libertà di informazione e la possibilità per i governi di oscurare contenuti ritenuti illeciti è certo ampio e rilevante. Anche in Italia sono allo studio provvedimenti tesi a oscurare siti dichiaratamente antisemiti o omofobi.Il tentativo russo di controllare la rete è tuttavia un colpo d'accetta nell'etere che, probabilmente, non riuscirà nel suo intento dichiarato - bloccare la pedo-pornografia in rete - rendendo solamente più instabile una delle colonne della democrazia, la libertà di informazione. Staremo a vedere.
Per approfondire:
Una bibliografia sui rapporti tra mass-media e potere - da www.archivio900.it
Le autorità potranno dunque redigere una lista nera dei siti web che andranno oscurati e, senza alcuna decisione di un giudice e possibilità di appello da parte dei gestori, ordineranno ai provider di eseguire la chiusura.
Le critiche mosse al provvedimento provengono dagli ambienti dell'opposizione a Putin e da diverse associazioni per i diritti civili, che vedono nella legge, il cavallo di troia che, con la scusa di tutelare i minori, potrà insinuarsi anche nella rete - l'unico canale in cui i media non sono controllati totalmente dal governo - rendendo impossibile organizzare manifestazioni e movimenti di protesta.
D'altra parte precedenti preoccupanti in tal senso non mancano. Il sito russo di Wikipedia, ru.wikipedia.org era stato chiuso il 10 Luglio per aver dimostrato il proprio dissenso. La pagina d’accesso del sito riporta ancora oggi la frase “immaginate un mondo senza informazione libera”. Anche i giganti del web russo, come il motore di ricerca Yandex ed il portale di posta elettronica Mail.ru, hanno espresso forti perplessità sul dispositivo di legge, evidenziando come esso consegni esclusivamente nelle mani dei politici al potere la libertà di espressione nel Paese, già nettamente più ridotta che altrove.
La Russia rientra infati tra i paesi “sotto sorveglianza” secondo l’ultimo rapporto sui Nemici di Internet pubblicato nel marzo 2012 da Reporter senza frontiere. Il Paese, sempre secondo l''Associazione, si trova inoltre al 142° posto su 179 nell’elenco mondiale della libertà di stampa.
Il dibattito sulla libertà di informazione e la possibilità per i governi di oscurare contenuti ritenuti illeciti è certo ampio e rilevante. Anche in Italia sono allo studio provvedimenti tesi a oscurare siti dichiaratamente antisemiti o omofobi.Il tentativo russo di controllare la rete è tuttavia un colpo d'accetta nell'etere che, probabilmente, non riuscirà nel suo intento dichiarato - bloccare la pedo-pornografia in rete - rendendo solamente più instabile una delle colonne della democrazia, la libertà di informazione. Staremo a vedere.
Per approfondire:
Una bibliografia sui rapporti tra mass-media e potere - da www.archivio900.it
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