Visualizzazione post con etichetta movimento 5 stelle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta movimento 5 stelle. Mostra tutti i post

martedì 25 febbraio 2014

Discorsi da taverna

 

POLITICA - Come saprete, il Governo Renzi ha ottenuto la fiducia in Senato e oggi la otterrà alla Camera, nel bene o nel male inizia l’avventura del Sindaco di Firenze ( a proposito, si aspettano doverose dimissioni ) come Presidente del Consiglio.

Vorrei qui soffermarmi su un altro argomento:  le reazioni al discorso di Renzi dei Parlamentari del Movimento 5 Stelle. Sono convinto che i parlamentari del Movimento stiano perdendo lucidità (non che in questo anno ne abbiano dimostrata molta….) perché hanno paura di Renzi e temono di rimanere all’angolo.
A mio parere Renzi, da grande comunicatore qual è, ha trovato una ottima strategia mediatica per confrontarsi con la proposta (vabbè proposta è un parolone) politica del Movimento. Renzi risponde per le rime alle provocazioni dei Pentastellati e mette in risalto le numerosissime incongruenze del Movimento capeggiato da Grillo.

Renzi in Senato ha ricordato al Movimento la mancata presentazione alle Regionali in Sardegna, ed i pessimi risultati elettorali conseguiti nelle elezioni regionali svoltesi nel corso del 2013. Ha sottolineato le difficoltà di un partito, che a detta del proprio leader, non è democratico, ha più volte fatto riferimento al voler provare concretamente a risolvere i problemi piuttosto che urlare nelle Piazze e nelle Aule Parlamentari senza nessun obiettivo concreto.
Ammetto che se per certi versi non mi ritengo un fan renziano, questo suo atteggiamento verso il Movimento mi piace e mi conquista. Bersani fu costretto ad inseguirli, Letta ha provato con mano la fragilità e l’inconsistenza delle loro proposte, Renzi non dipende dai loro voti e giustamente dice loro quello che pensa, senza filtri e mediazioni.

Ovviamente, di fronte alle OFFESE renziane, i parlamentari del Movimento si sono scatenati. Si è distinta Paola Taverna, Capogruppo del Movimento al Senato. La Senatrice ha dichiarato all’Adn Kronos:

24 feb. (Adnkronos) - Il discorso di Matteo Renzi al Senato è stato "surreale. Ci sono sembrate surreali le posture, i sorrisetti, l'arroganza davanti a un Paese che voleva ascoltare un discorso di cambiamento. Rispetto alle cose dette da Renzi, Letta è sembrato un grande statista. Rileggeremo le cose dette dal presidente del Consiglio, ma francamente l'impressione che ci ha lasciato è sconcertante. Lo testimoniano gli applausi abbastanza freddi venuti dai banchi Pd. Forse anche loro si aspettavano qualcosa di più. Noi abbiamo sentito tanto populismo, demagogia e poca, poca concretezza".

 La Senatrice accusa Renzi di populismo, arroganza, demagogia e poca concretezza. Sinceramente sono le caratteristiche che io applico al Movimento 5 Stelle ed al suo leader Beppe Grillo. Leader populista, indubbiamente arrogante, non affatto concreto (pensiamo che col 25% dei voti in un anno non ha ottenuto nulla), campione di demagogia.
Sinceramente, la mia impressione è che la senatrice invece di ascoltare il discorso di Renzi stava sentendo in cuffia una delle tante esternazioni del suo Capo, questo spiegherebbe la sua dichiarazione.

Poi la Senatrice ha parlato in numerose televisioni e successivamente ha tenuto il suo discorso in Aula. Il solito scontato repertorio (tralaltro declamato in un pessimo italiano con enorme cadenza dialettale romano) di accuse a Renzi servo delle lobbbby ( lo scrivo apposta con tante b, come lo dice lei), delle bbanche, servo della Kasta, degli amerikani, della Merkel.
Sui social network i commenti si sprecano. C’è chi dice che il suo cognome è adeguato (fare discorsi da taverna), chi le dà della pescivendola, chi la invita ad un linguaggio più consono all’aula parlamentare.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/02/sondaggio-chi-tira-le-fila-della-marionetta-renzie.html

Oltre al link, ve lo sintetizzo:
1. Di chi è la mano che tira i fili della marionetta Renzie?

Le risposte possibili sono
             Delle banche
             Della Merkel
             Della finanza speculatrice
             Della massoneria
             Di De Benedetti
             Di Napolitano
             Di Berlusconi
             Della Merkel
             Di tutti quanti insieme
Che dire, mancano solo Topo Gigio, Capitan America, Moggi, Miley Cirus e Paperoga. Scusate se sono diretto, mi chiedo come sia possibile pretendere di dare un minimo di credibilità ad un Movimento ostaggio di un comico e di un esperto informatico, che ha portato in Parlamento persone di dubbia competenza ed incapaci di formulare un ragionamento articolato.
Non amo Renzi, sogno prima o poi di vedere un Governo di Sinistra, ma se l’alternativa è la propaganda grillina, se al posto di Renzi ci saranno le scie chimiche ed i discorsi da Taverna, beh lunga vita a Matteo Renzi.

Mario Scelzo

martedì 11 febbraio 2014

Falsi complotti e convergenze parallele: Grillo, Forza Italia, l'impeachment di Napolitano ed il futuro di Renzi

Fiumi di parole sono state scritte in questi giorni a commento della richiesta di impeachment per il Presidente Napolitano presentato dal movimento 5Stelle. News, tweet e video si sono sprecati in queste ore (a cominciare dal Corriere che ha davvero "sprecato" la prima pagina..) sul falso scoop di Friedman relativo al mandato di Monti. Non vale davvero la pena rientrare in queste polemiche sterili perché ogni commento è superfluo. Sarà la storia ormai a giudicare l'operato di Napolitano (c'è molto da approfondire su una figura come lui), i governi di Berlusconi (si tratterà probabilmente dell'unico processo-verità in cui la prescrizione non conta) ed il salvataggio di Monti (come la si voglia vedere se abbiamo ancora l'inchiostro nelle penne per scrivere...).
Detto ciò vale piuttosto la pena rileggere alcune righe circolate nella democratica rete. Si tratta di 2 post di un blog molto frequentato, utili per comprendere come i presunti salvatori della patria altro non siano, alla fine, che falsi profeti: oggi dicono una cosa e domani (come i loro predecessori) esattamente il contrario. No, non stiamo parlando di Matteo Renzi, il quale ancora non ce ne dà adito. Ecco cosa scriveva Beppe Grillo a Giorgio Napolitano nel 2011 e cosa invece scrive ora per motivare la richiesta di impeachment. Il problema del pensiero unico (tutto o è bianco o è nero) è proprio questo: facilmente si contraddice da solo, rilevando la sua pochezza.

dal Blog di Beppe Grillo del 30 luglio 2011
«Spettabile presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione. L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un’impresa impossibile senza una rivolta sociale. La Deutsche Bank ha venduto nel 2011 sette miliardi di euro dei nostri titoli».
«È più di un segnale: è una campana a martello che ha risvegliato persino Romano Prodi dal suo torpore. Il Governo è squalificato, ha perso ogni credibilità internazionale, non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell’evidenza. Le banche italiane sono a rischio, hanno 200 miliardi di euro di titoli pubblici e 85 miliardi di sofferenze, spesso crediti inesigibili. Non sono più in grado di salvare il Tesoro con l’acquisto di altri miliardi di titoli, a iniziare dalla prossima asta di fine agosto. Ora devono pensare a salvare sé stesse».
«In questa situazione lei non può restare inerte. Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l’unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi».

lunedì 3 febbraio 2014

Credo che questo Parlamento non mi rappresenti più

POLITICA - Credo che questo Parlamento non mi rappresenti più. Intendiamoci, non dico che sia illegittimo, in molti hanno provato a sostenerlo dopo la bocciatura della Legge Elettorale chiamata Porcellum, su quello però la Corte Costituzionale è stata chiara parlando di un Parlamento legittimo. Credo che non mi rappresenti più dopo aver visto le brutte scene di questi giorni.

I parlamentari non sono nostri dipendenti, o meglio non sono solo questo, sono nostri rappresentanti nelle istituzioni. Rappresentano tutti i 60 milioni di italiani, anche quelli che si sono astenuti. Dovrebbero, con il loro comportamento, dare dignità alle istituzioni. Si chiamano onorevoli e dovrebbero esserlo. Ma le scene di violenza consumata nella Camera dei Deputati è stata fatta da persone poco onorevoli.
La ghigliottina che il Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha utilizzato per contingentare la votazione per non far decadere il provvedimento IMU-Bankitalia è sicuramente un atto forzoso (senza precedenti ma inserito nel regolamento della Camera). Ma non si può parlare in questa occasione di voler far tacere l’opposizione visto i toni e le argomentazioni che l’opposizione stava spiegando nei suoi ordini del giorno (3 minuti per chiedere scusa alle associazioni animaliste per aver paragonato Renzi ad un cane, 3 minuti per urlare Boia chi molla). La Boldrini poteva non usare la ghigliottina e quindi far decadere il provvedimento (per altro il suo partito era contrario) ma ha creduto di comportarsi in maniera super partes. Forse non è stata così e probabilmente non avrebbe dovuto usare la ghigliottina (per altro creando un precedente per il futuro), ma, credo, se si vuole mettere in risalto l’eventuale cattivo lavoro della presidenza, non si può fare con modi e metodi violenti. Ho già spiegato che l’insulto, per me, non è un ragionamento politico.

In passato, anche un quella che viene chiamata seconda Repubblica, abbiamo visto scene surreali: scazzottate, cappi, mortadelle nelle schede per le votazioni e spumante per brindare alla caduta di un governo. A mio avviso però questa legislatura sta andando oltre.
Nei mesi scorsi abbiamo visto tetti occupati e parlamentari che si lasciavano andare a baci saffici per protesta. Abbiamo assistito una escalation di volgarità sia verbale che gestuale (dagli insulti ai gesti dell’ombrello), al continuo utilizzo di cartelli e striscioni più adatti alla curva dello stadio che al Parlamento, ma nell’ultima settimana si è passati dalla volgarità alla vera violenza.

È, sicuramente, un gesto violento, il pugno del questore Dambruoso all’onorevole Lupo (e per questo Dambruosio si dovrebbe dimettere dalla carica di questore della Camera), ma è violento anche il voler fermare il lavoro dell’assemblea e delle Commissione, occupare i banchi del governo e provare a raggiungere lo scranno della presidenza.
La votazione nella Commissione Affari Costituzionali non è sicuramente stata molto chiara, ma le immagini di parlamentari, per altro non di quella commissione, che, dopo aver provato a non far riunire la Commissione stessa, hanno urlato insulti indicibili ad altri parlamentari non è giustificabile.

L’affronto che fa l’onorevole Di Battista all’onorevole Speranza è giustificabile davanti al portone di un liceo non alla sala stampa del parlamento.
La violenza poi genera violenza. Basta vedere i commenti al post di Grillo “Se ti trovassi la Boldrini in macchina che cosa faresti?”, commenti non solo volgari ma sessisti che fanno emergere l’istinto animalesco di certa gente (ed è un peccato che le parlamentari del MoVimento 5 Stelle non abbiamo deciso di prendere le distanze non solo dai commenti, ma anche dal post che rischiava di incitare tale commenti). Una persona che si dichiara vicino al MoVimento 5 Stelle ha pensato bene di prendere e bruciare il libro ai Corrado Augias colpevole, secondo lui, solo di aver criticato il Movimento stesso (ma nella stessa trasmissione la Bignardi ha intervistato per 30 minuti l’onorevole “grillino” Alessandro Di Battista che ha potuto insultare tutti, da Speranza alla Boldrini, senza un vero contraddittorio). Bruciare i libri perché non ti piacciono, o non ti piace chi li ha scritti, è sempre un atteggiamento violento.

Dovremmo pretendere un Parlamento non solo che ci rappresenti, ma che dia il buon esempio, non la succursale dell’Olimpico e di San Siro. Perché, se fosse così, dovremmo pretendere, come è stato fatto per il tifo violento, il Daspo anche per i politici.

venerdì 3 gennaio 2014

Le proposte di Renzi e le chiusure del M5S

POLITICA - Il Segretario del Pd Matteo Renzi ha lanciato una serie di proposte per l’Agenda del Governo dei prossimi mesi, proposte riguardanti la modifica della legge elettorale, una riforma del mercato del lavoro e norme per migliorare la complessa tematica dei diritti civili.

Premesso che sono anni che sentiamo parlare di proposte, commissioni bicamerali, comitati di saggi, e premesso che come cittadini siamo stanchi di proposte e vorremmo i fatti, detto questo,  vorrei fare due brevi osservazioni rispetto a quelle di Renzi

             Per la prima volta, da anni, il Pd non insegue ma detta le condizioni. Siamo abituati da anni a vedere un Partito Democratico di solito impegnato a difendersi dalle proposte e/o veti e/o ricatti del centrodestra. Indubbiamente la persona che negli ultimi 20 anni ha avuto in mano il pallino del gioco si chiama Silvio Berlusconi, e spesso gli elettori di centrosinistra si sono lamentati ( a mio parere giustamente ) di vedere il proprio partito inseguire Berlusconi, trattare con Berlusconi, non proporre una tale legge per non infastidire Berlusconi. Tante volte il popolo di Centro Sinistra ha accusato i suoi rappresentanti di non essere capaci di superare l’ostacolo Berlusconi.

Ora, Renzi può piacere o meno, ma è indubbio sia un ottimo comunicatore, ed è agli atti che è molto abile nella strategia e nella tempistica. Finalmente il Pd si propone come un partito capace con le sue idee (ed i suoi voti, è pur sempre il primo partito italiano) di condizionare (si spera in meglio), la vita politica italiana.

             Dopo neanche alcune ore dalle proposte del Segretario Pd, arriva la risposta di Paolo Becchi, ideologo vicino al Movimento 5 Stelle, che tweetta:

 
                     Paolo Becchi @pbecchi

Renzi si metta il cuore in pace non ci sarà alcuna riforma del bicameralismo perfetto con l'aiuto del #M5S.Cominci a restituire il maltolto

 
Posizione legittima, lasciatemi dire che mi sembra però una posizione alquanto infantile. Sembra dire: “Siccome la proposta non l’ho fatta io, non va bene”.

E mentre molti esponenti del Movimento si domandano a nome di chi Becchi scriva, e mentre Grillo tace, ai parlamentari pentastellati arriva l’SMS del capo gruppo alla camera Federico D’Incà che scrive:  “Non cedere alle provocazioni di Renzi su media, le risposte verranno date dai capogruppo M5S nelle sedi opportune.”

Io sono sempre più convinto che ai parlamentari del MoVimento 5 Stelle non frega assolutamente nulla della situazione del paese. Non capisco cosa ci sia di male nel vedere le carte di Renzi, ovviamente per poi aprire una discussione, le proposte non devono essere approvate a scatola chiusa, si può aprire un confronto, un dibattito, una riflessione.

Prendo personalmente atto che il movimento 5 Stelle è il movimento dei no, del rifiuto del cambiamento. Peccato, potevano contribuire a costruire una Italia migliore, si stanno ormai relegando per loro scelta ai margini della politica. Prevedo per loro un futuro fatti di tante chiacchiere e pochi fatti concreti. Non è quello di cui il paese avrebbe bisogno. Da cittadino spero che alle prossime elezioni la gente si ricordi dei numerosi NO AL CAMBIAMENTO pronunciati dai parlamentari del Movimento.

Mario Scelzo.

martedì 31 dicembre 2013

Delusione a 5 Stelle

POLITICA - Il 2013 è stato un anno ricco di novità ed avvenimenti politici, molti di questi avvenimenti probabilmente condizioneranno, nel bene o nel male, la società e la vita politica dei prossimi anni.

Indubbiamente una delle principali novità del 2013 è il notevole successo elettorale, con conseguente ingresso in Parlamento, del Movimento 5 Stelle. Il Movimento fondato da Beppe Grillo aveva già riscosso un discreto interesse, ed era entrato a far parte di consigli comunali e regionali, ma per la prima volta si presentava alle elezioni politiche. C’era molta attesa, molti si aspettavano percentuali interessanti, probabilmente nessuno aveva previsto il 25% dei consensi.

Prima considerazione. Il successo è stato notevole, ma a livello di coalizione il Movimento si piazza al terzo posto, dietro il Centrosinistra ed il Centrodestra, ed a livello di risultato del singolo partito, si piazza al secondo posto, non al primo come sostiene Grillo. Piaccia o no, esiste il voto degli italiani all’estero, e nella somma del voto di tutti gli italiani, il Pd è avanti rispetto al 5 Stelle, potete tranquillamente controllare sul sito del Viminale.

Dirò subito la mia. Sono enormemente deluso dal comportamento tenuto in questi mesi dal Movimento. Non l’ho votato, ma ritenevo che il movimento potesse essere una novità positiva nel panorama politico, a mio parere invece il movimento non ha portato nulla di nuovo e di interessante, se non una serie di gaffes, offese gratuite, campagne populiste, nonché una totale incapacità di coinvolgere gli altri partiti nelle loro iniziative.

Sono deluso perché, a mio parere, il Movimento ha coscientemente rifiutato la responsabilità di governare. Potevano entrare nel Governo Bersani, ovviamente per poi uscirne se lo ritenevano opportuno. Hanno scelto di stare all’opposizione.

Io ritengo sia molto più facile fare una opposizione distruttiva, tutti sono capaci a dire che fa tutto schifo, sarebbe stato interessante vedere il MoVimento 5 stelle alla prova di una alleanza di Governo.

Proverò comunque ad argomentare la mia delusione, andrò per punti:

             Considero la politica l’arte del compromesso. Al di là dei contenuti, ricordo partitini con meno del 2%, come quello di Mastella, oppure i Verdi, che hanno pesantemente condizionato governi e coalizioni. Oppure ricordo la Lega Nord, che con un 5-6% di consensi, ha dettato per anni la linea dei Governi di Centro-Destra. Non condivido nessuna delle idee leghiste, però a mio parere sono stati molto abili nel far pesare i loro, pochi, voti. Constato che con il 25% dei voti, il Movimento non è al Governo, non ha ministeri, non ha fatto approvare quasi nessuna delle sue proposte di leggi. Strategicamente, è un fallimento.

             Uno dei cavalli di battaglia del Movimento è quello sulla trasparenza. Ogni spesa deve essere rendicontata, non devono esistere conflitti di interessi, le lobby non devono condizionare la vita del Parlamento etc….iniziative che davvero considero lodevoli. Mi stupisce però una incoerenza di fondo. Grillo ed i suoi, che tuonano chiedendo trasparenza, non ne hanno al loro interno. Il Blog di Grillo, anima indiscussa del movimento, spesso pubblicizza slot machine, oppure grandi gruppi del Capitalismo Italiano, come Italo. I parlamentari del 5 stelle chiedono trasparenza agli altri partiti, non hanno le palle di chiedere trasparenza al loro capo. Mi direte, è un libero cittadino, fa quello che vuole. Giusto, segnalo però una profonda incoerenza tra quello che si comunica e quelli che sono i propri comportamenti.

E’ anche molto ambiguo che all’interno di un movimento che fa della trasparenza uno dei suoi punti forti, nessuno sappia bene che ruolo abbia Casaleggio, nessuno conosca la dichiarazione dei redditi di Grillo, nessuno abbia chiaro il processo decisionale.

Considero eloquente quando successo sull’immigrazione. Due deputati votarono per modificare la Bossi – Fini, poche ore dopo, tramite il blog viene pubblicato un post a firma di Grillo e Casaleggio, arriva una immediata scomunica nonché “invito” a ritrattare la proposta. E’ un esempio tra i tanti, ma chiarisce l’ambiguità di un movimento dove in teoria decide la rete, in pratica comandano uno o due.

             Sono rimasto negativamente colpito da quello che io chiamo integralismo grillino. La mia impressione è che a volte, pur di non votare provvedimenti di altri partiti, i deputati del 5 stelle si arrampicano sugli specchi per trovarne gli aspetti negativi. Mi spiego, ovviamente è legittimo non condividere molte delle proposte della maggioranza di governo, è però sospetto quanto TUTTE le proposte della maggioranza non sono considerate degne di attenzione. Io ho l’impressione che se il Pd proponesse il reddito di cittadinanza nella forma richiesta dal 5 Stelle, i grillini non lo voterebbero, sostenendo che loro avrebbero fatto di meglio. Insomma, mi pare che più che al bene del paese, tengano alla loro immagine. A volte, un minimo di dialogo, non guasterebbe.

In conclusione, la mia delusione nasce da una considerazione. Provo a spiegarla con una metafora. Una persona sta annegando, una persona gli lancia una corda per aiutarlo. Ecco, il grillino mi sembra uno che sta li e dice, no, la corda non va bene, meglio la boa, senti, meglio la mia boa che la tua corda, leva quella corda, solo che mentre si discute, la persona è annegata. Questo mi sembra l’atteggiamento spesso tenuto in Parlamento dai deputati del Movimento.

Mario Scelzo

venerdì 27 dicembre 2013

#Grilloversaqui, lettera aperta a Giuseppe, detto Beppe, Grillo

Caro Giuseppe, detto Beppe, Grillo,

ho deciso di scriverle non solo al semplice cittadino ma anche al presidente del MoVimento 5 Stelle.

Le confesso che non ho mai votato il suo Movimento anche se all’inizio ero rimasto colpito da alcune sue proposte. Ho visto uno dei suoi ultimi spettacoli (purtroppo censurati in Italia ma trasmessi dalla TV Svizzera) e mi sono trovato d’accordo su molte sue posizioni. Poi, già con le proposte referendarie al primo Vaffa Day, ho dovuto rivedere le mie posizioni, non concordando su molte delle sue proposte. Ho sempre creduto che fare politica sia una cosa nobile, occuparsi della cosa pubblica sia fondamentale, anche se spesso, soprattutto in Italia, bisogna separare la politica dal politico. Come le dicevo non ho mai votato per il suo Movimento ma bisogna ammettere che oggi i 5 Stelle rappresentano una fetta importante della società. Con il 25% dei voti alle ultime elezioni non solo siete entrati in Parlamento, ma oggi rappresentate (anche se in Italia per Costituzione i Parlamentari non hanno vincolo di mandato) più di 8 milioni di miei concittadini.

Le scrivo però per farle una richiesta e provare a suggerirle una proposta.

La richiesta. Da quando è nato il Movimento avete fatto della trasparenza una delle vostre bandiere. E questo è lodevole. I parlamentari del Movimentonon solo si sono tagliati lo stipendio ma hanno anche deciso di rendicontare (anche se un po’ a rilento ultimamente) la diaria parlamentare e tagliarsi il superfluo. Sarebbe bello che il presidente del MoVimento politico che invoca trasparente dia il buon esempio pubblicando la propria dichiarazione dei redditi. Perché, se è innegabile che lei non percepisce soldi dallo stato in nessuna forma a noi nota, è anche vero che i guadagni che lei percepisce con il blog sono legati alla politica. Provo a spiegare meglio il concetto: il suo blog è la voce ufficiale ldel MoVimento, ogni singolo cittadino, per essere informato, deve accedere al suo blog per vedere cosa fanno i parlamentari che ha eletto e deve accedere al blog per vedere quale è la linea politica del MoVimento stesso. Lei, qualche settimana fa, ha dichiarato che da quando fa politica (perché politica non si fa solo se si è eletti) non ha guadagnato nulla, anzi ci ha rimesso. Ho letto alcuni dati però che affermano che da quando è nato il MoVimento le visualizzazioni del blog sono aumentate in maniera importante, e quindi anche le entrate frutto della pubblicità sul blog, tanto che qualcuno (anche il sottoscritto) ha dei dubbi sui suoi guadagni. Per tutto questo, personalmente, reputo necessario che lei metta on-line la sua dichiarazione dei redditi.

La proposta. So benissimo come funziona il mercato pubblicitario. So che lei ha scelto gli spazi del blog ma è poi una società terza a decidere quale pubblicità inserire. È innegabile però che alcune inserzioni sono in contrasto con i principi del MoVimento e quindi, di conseguenza, con i suoi. È innegabile quindi che lei percepisce soldi da quelle società che vorrebbe contrastare ma facendole pubblicità ha l’effetto contrario. Da qui la mia proposta, potrebbe devolvere il ricavato che lei percepisce da questi introiti sul conto corrente aperto (forse anche grazie al presidio dei suoi parlamentari sotto il ministero dell’Economia e delle Finanze) per aiutare le piccole e medie imprese. Sarebbe un nobile gesto fatto dal cittadino ma anche dal presidente Grillo. Darebbe il buon esempio ai politici e ai capitalisti italiani. Lo faccia però senza chiedere nulla in cambio agli altri politici, lo faccia senza fare troppo clamore ma da cittadino certo non povero che decide di aiutare i propri connazionali in difficoltà.

Le lascio l’Iban IT61Z0100003245348018369300, ne faccia buon uso.

martedì 17 dicembre 2013

"Sirena del giorno" Laura Bottici, senatrice M5S, sale al Quirinale in Auto Blu.

POLITICA - Qualche settimana fa, dopo che sul blog di Grillo era apparsa la rubrica “Giornalista del giorno”, il tesoriere di SeL, Sergio Boccadutri suggeriva di provare a fare una rubrica dal titolo “sirena del giorno” per provare a raccontare tutte le gaffe e le incoerenze del MoVimento 5 Stelle.

Si potrebbe iniziare con la piccola vicenda del questore de Senato in quota 5 Stelle, Laura Bottici. La rappresentante di un MoVimento che ha fatto della lotta alla Casta e ai suoi privilegi (benefit, stipendi) la sua ragion d’essere, ieri è salita al Quirinale, come raccontano alcuni testimoni, per i consueti saluti di Natale tra il Presidente della Repubblica e la nostra classe politica. Peccato che la Senatrice, forse in ritardo, abbia deciso di arrivare in Auto Blu.

Sul portale del MoVimento 5 Stelle dedicato alla Camera dei deputati, il 24 ottobre del 2013 potevano leggere un post che iniziava così: “Ieri sera il Governo si è reso protagonista dell'ennesima pagina vergognosa, che ne rivela ancora una volta la natura indifendibile. l'Aula, infatti, ha respinto l'emendamento del MoVimento 5 Stelle che prevedeva il taglio alle auto blu. I fondi recuperati sarebbero stati poi utilizzati per finanziare l'acquisto di mezzi e risorse per Vigili del Fuoco: Il Palazzo continua a difendere i suoi privilegi di casta.”

Forse la Senatrice, visto che il taglio non è stato fatto, ha pensato bene di farsi dare un passaggio, o forse non sapeva dell'iniziativa dei suoi colleghi della Camera. 

venerdì 13 dicembre 2013

E se Grillo si stesse riposizionando?

POLITICA - Alla fine la notizia che ti aspetti la trovi, anzi ne trovi più di una.
La prima è la condanna in primo grado di Beppe Grillo per diffamazione. Il Presidente del MoVimento Cinque Stelle (ricordiamo l’atto costitutivo firmato da Grillo e dal nipote davanti ad un notaio di Cogoleto il 18 dicembre 2012 che lo designa Presidente dell’associazione Movimento Cinque Stelle)  dovrà pagare le spese processuali e risarcire per danni sia il Partito Democratico sia Antonio Misiani, tesoriere del PD, per un articolo apparso sul blog di Grillo il 4 maggio 2012 . Ed è particolarmente ironico che, dopo essersi scagliato contro il finanziamento pubblico, deve pagare proprio chi, all’interno del partito, gestisce il finanziamento. Ora che il governo, per decreto, lo vuole togliere, Grillo sarà costretto a fare un piccolo regalo di Natale al PD, circa 25 mila euro.
L’altra notizia è vedere i deputati  di Forza Italia votare, in commissione bilancio, un emendamento alla legge di Stabilità proposta dal MoVimento di Grillo. La convergenza su un singolo emendamento non dovrebbe essere un particolare segno, anche se, nei giorni scorsi, lo stesso Berlusconi provava a tenere una porta aperta per una opposizione comune al governo di larghe intese con i 5Stelle e con SeL (che però ha respinto subito al mittente).
Sta di fatto che nell’ultimo periodo Grillo sta cavalcando molto i temi cari ad una parte precisa dell’elettorato. Solo pochi giorni fa Grillo e Berlusconi cavalcavano il mal contento delle proteste che in questi giorni stanno paralizzando l’Italia con Berlusconi pronto a ricevere i capi dei “forconi” e Grillo che in un post, sovversivo, chiede alle forze dell’ordine di non fare più il proprio mestiere (Grillo scrive una lettera aperta ai capi di polizia, esercito e carabinieri invitandoli a non proteggere più i politici e ad abbracciare le istanze dei manifestanti che stanno manifestando contro lo Stato).
Ma vediamo anche vicinanza tra i due leader continua su temi come l’immigrazione e l’Europa, gli attacchi ai giornalisti; sia sul blog di Grillo che su giornali vicini a Berlusconi si possono trovare gli stessi attacchi ai parlamentari eletti con il premio di maggioranza, o i continui attacchi ai Senatori a vita, fa particolarmente riflettere che sul blog dell’ex comico genovese si possa discutere sulla l'abolizione dell'Istituto dei Senatori a vita quindi sul cambiamento della Costituzione (articolo 59) mentre in molte occasioni si sono sempre detti gli estremi difensori della Carta.
La sensazione è che Grillo si stia riposizionando cercando di intercettare quei voti che un Berlusconi decaduto potrebbe non prendere e che Alfano non è in grado di sedurre, sapendo benissimo che dall’altra parte, con la vittoria di Renzi alle primarie, il PD potrebbe provare a riconquistare i voti persi alle ultime elezioni con l’idea del cambiamento.
L’eliminazione dei rimborsi elettorali poi, voluto da Letta ma cavallo di battaglia dello stesso Renzi, inizia a togliere argomenti alla propaganda grillina che è sembrata, fin qui, ricca più di proteste che di proposte (sul blog si attacca la vecchia politica a partire proprio dal finanziamento pubblico).

venerdì 6 dicembre 2013

Grillo inizia la lista di proscrizione contro chi lo critica. Inizia la rubrica “Il giornalista del giorno”


POLITICA - Oggi, sul blog di Grillo, nasce una nuova rubrica: “Il giornalista del giorno” nel quale verrà criticato il giornalista che si è permesso di criticare il MoVimento 5 Stelle. Come al solito a Grillo e ai suoi le critiche non sono mai piaciute, basti ricordare i feroci attacchi alla Gabanelli o a Rodotà appena i due si sono permessi di fare qualche ragionamento contro il Movimento.

La prima a finire nella lista di proscrizione dell’ex comico genovese è Maria Novella Oppo, giornalista de L’Unità. 
Queste le parole sul blog:

 

Maria Novella Oppo si vanta di lavorare all’Unità dalla fine del '73. Da allora non ha mai avuto un altro lavoro ed è mantenuta dai contribuenti da 40 anni grazie ai finanziamenti pubblici all'editoria che il MoVimento 5 Stelle vuole abolire subito. La Oppo appena può diffama pubblicamente il M5S. Per esempio sulla protesta di ieri alla Camera: "Ogni giorno una pagliacciata dei grillini [...] fanno casino [...] dimostrano di non saper fare e di non aver fatto niente per il popolo italiano [...] inscenano gazzarre [...] sono succubi di Berlusconi". Qualche giorno fa: "Casaleggio va elucubrando ai danni dell’Italia". E ancora: "Grillo vuole tutto, soprattutto il casino totale [...] un brulichio di piccoli fan [sono] divenuti per miracolo parlamentari e tenuti al guinzaglio perché non si prendano troppe libertà". Il M5S abolirà il finanziamento pubblico all'editoria e la Oppo dovrà cercarsi un lavoro. Non è mai troppo tardi, o forse sì.

Vale la pena fare due considerazioni, una nel merito e una sul metodo.

La prima, nel merito. Le parole di Maria Novella Oppo sono lontane dalla realtà? In questi mesi abbiamo visto i parlamentari M5S usare le aule di Montecitorio e di Palazzo Madama come se fossero le aule di un liceo. Hanno perso tempo ad occupare Montecitorio per leggere la Costituzione (con scarsissimi risultati), salire sul tetto della Camera dei Deputati e passarci la notte, occupare i banchi del governo (con la conseguenza di far sospendere la seduta), inscenare ad ogni seduta parlamentare qualche forma di protesta (cellulari che suonano durante la fiducia alla Cancellieri, baciarsi durante la seduta durante la discussione sull’omofobia). Si possono criticare le istituzioni ma poi bisogna rispettare le regole e i regolamenti (naturalmente se una regola è sbagliata si può cambiare, ma fino a che è in vigore bisogna rispettarla). Il giorno successivo all’occupazione dei banchi del governo, i deputati del Movimento hanno preso la parola per dichiarare che tutti avevano occupato, quanto tempo è stato perso per questa forma di protesta sterile quando si poteva discutere di cose più serie? La sensazione è che i parlamentari abbiano più a cuore la lotta contro la vecchia classe politica che a cuore i problemi della gente.

Nel metodo. Il post sul blog è un attacco gratuito. Nelle poche righe non smonta il ragionamento della giornalista ma sembra voler far passare un solo concetto: “Lei scrive contro di noi, quindi è un nemico.” Forse sarebbe stato più utile spiegare come si comportano in aula i parlamentari, spiegare le posizioni e i voti. Ma spesso il metodo usato dai 5 Stelle è quello di criticare (anche volgarmente) gli avversari politici senza spiegare quale è l’alternativa, per poi offendersi se qualcuno prova a dire qualcosa contro di loro. Si sentono sempre superiori a tutti senza riconoscere i (tanti) limiti che hanno.

Domani dovremmo comprare tutti L'Unità per solidarietà con Maria Novella Oppo.

mercoledì 13 novembre 2013

E se il Porcellum piacesse ai grillini?


POLITICA - 28 maggio 2013, l’onorevole Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera dei Deputati in quota PD, presenta un Ordine del Giorno per abolire il Porcellum e far ritornare, di fatto, in vigore il sistema elettorale precedente, il Mattarellum (uno strano maggioritario con correzione proporzionale). La Camera bocciò l’OdG con voto favorevole, oltre dello stesso Giachetti e di  Martino del PdL, solo del MoVimento 5 Stelle e di Sel. Il Pd, il partito di Giachetti,  votò compatto contro. Da allora le accuse che il MoVimento ha fatto contro il PD su questo tema sono state molte, sostenendo che il Partito Democratico non aveva nessuna intenzione di cambiare la legge elettorale per poter proseguire con le larghe intese visto che il Porcellum non da nessuna garanzia di governabilità. Annotazione storica, alla Camera il Movimento ha votato con Giachetti dopo che il PD aveva più volte dichiarato che su quell’OdG non avrebbe votato favorevolmente quindi, in un certo senso, sapendo già che non sarebbe passato.


Ieri al Senato scena diversa ma con esiti simile. In commissione Affari Costituzionali un nuovo OdG questa volta a firma di tutto il PD oltre che di Sel e Scelta Civica. Si puntava a sostituire il Porcellum introducendo un sistema maggioritario con doppio turno di coalizione (molto simile al sistema francese). Esito della votazione?  Bocciato. A votarlo infatti solo i tre partiti firmatari dell’OdG (11 senatori), contrari i senatori del centro destra (PdL, Lega e GaL).  E i 5 Stelle? Si sono astenuti (ma per il regolamento del Senato equivale a voto contrario, quindi hanno votato come il centro destra).

Il Movimento, sul sistema elettorale, ha presentato una proposta, un proporzionale con sbarramento al 7%, la divisioni in circoscrizioni provinciali, l’assegnazione di seggi con la formula D’Hondt (in sostanza il partito che prende più voti ha più seggi non in proporzione ma con un calcolo matematico a discapito dei partiti più piccoli, sembra una sorta di premio di maggioranza) e soprattutto l’introduzione di un voto sfavorevole (-1), uno può votare chi vuole e provare ad escludere chi non vuole (http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/affaricostituzionali/dossier-l-elet.pdf qui la proposta del MoVimento, da leggere in particolare il punto 5.8).  Avendo frequentato più volte i seggi elettorali vi assicuro che il voto sfavorevole è una complicazione del sistema.

Danilo Toninelli, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali aveva dichiarato ad inizio settembre “Nel giro di massimo 72 ore il testo sarà pubblicizzato sul blog di Beppe Grillo insieme a dossier esplicativi e chiederemo agli attivisti di votarlo. Abbiamo intenzione di promuovere la discussione a livello locale con i singoli cittadini”. Ma dopo 72 ore niente. E sul blog,in un post datato 26 settembre, si può leggere: “Da ottobre nel blog si discuterà di legge elettorale e si approfondiranno i singoli punti.” Ma sinceramente non trovo riferimenti alla discussione se non un appunto sulla pagine del Movimento del Senato che risponde ad un paio di domande.

Il dubbio però che al Movimento il Porcellum stia benissimo. Forse il punto di forza, per loro, è proprio il fatto che non assicura stabilità e governabilità Potranno stare all’opposizione, possono non prendersi responsabilità governative ed accusare tutti gli altri, quelli che le responsabilità le prendono, magari anche sbagliando tutto, di pensare solo agli inciuci.

giovedì 10 ottobre 2013

Beppe Grillo e l'immigrazione. Una storia travagliata

Che il rapporto di Beppe Grillo con il tema dell'immigrazione fosse un po' complicato lo si sapeva già. Ha sempre evitato di inserirlo nel suo programma politico. E quelle rare volte che ha dovuto prendere una posizione non ha mai nascosto le sua idee conservatrici: una nazione, un popolo. Niente ius solis. Niente voto agli immigrati. Contrasto dell'immigrazione clandestina.
Tuttavia in questi giorni assistiamo a qualcosa di nuovo. Quello che ieri è avvenuto in Senato, ovvero l'approvazione di un emendamento per l'abolizione del reato di clandestinità presentato da due senatori del Movimento 5 stelle, ha riaperto una ferita vecchia in modo del tutto inaspettato. Non è più solamente l'opinione di Beppe Grillo ad essere in gioco. Ma quella degli 8 milioni di italiani che lo hanno votato.

Le spaccature e le indecisioni all'interno del movimento 5 stelle sono evidenti. Le domande che serpeggiano sono tante. E' possibile restare in silenzio di fronte a tragedie umanitarie di una tale portata? Come fare a mantenere un largo consenso politico in un momento di crisi senza dar conto di quello che sente "la pancia" degli italiani? In altre parole: come discutere di immigrazione mentre una grande fetta della società "italiana" è impegnata nella sopravvivenza quotidiana? Questo è quello che si deve essere chiesto anche Grillo prima della sua ultima uscita mediatica via blog. E la sua risposta è sempre la stessa: l'immigrazione non è in programma! pensiamo prima agli italiani!

Ma è proprio qui che sta il problema: sono stati proprio gli italiani che, con il cuore trafitto dalle immagini della tragedia di Lampedusa, hanno provato insieme a Papa Francesco una "grande vergogna" e hanno quindi, giustamente alimentato anche la repentina presa di posizione dei due senatori pentastellati, tanto da far apparire l'approvazione del loro emendamento come un successo del Movimento. E allora: bravi Andrea Buccarella e Maurizio Cioffi che hanno saputo interpretare il sentimento "nuovo" di tanti cittadini. Perché la politica "vecchia" non è solo quella anagrafica, quella del finanziamento pubblico ai partiti. E' anche quella che si incista ancora sui problemi di Berlusconi mentre il Paese va a picco. Mentre le carceri esplodono. Mentre i bambini siriani annegano a 500 metri dalle nostre coste.

Il Movimento 5 Stelle fa abrogare il reato di clandestinità, ma a Grillo non piace


POLITICAPOLITICA - Da giorni il reato di clandestinità era ritornato nelle pagine dei giornali complice la tragedia di Lampedusa e il messaggio di Napolitano alle Camere. In molti infatti sostenevano che per evitare tragedie come quella accaduta nell’isola siciliana bisognava modificare le leggi in materia di immigrazione a partire dalla Bossi-Fini e dal reato di clandestinità contenuto nel pacchetto sicurezza dell’ex ministro dell’interno Maroni. Anche per il sovraffollamento delle carceri si era ipotizzato di riformare il reato di clandestinità che avrebbe prodotto, anche se non nell’immediato, un minor ingresso dei detenuti nelle carceri.

La tempestività con il quale alcuni senatori del Movimento 5 Stelle hanno affrontato la vicenda è sicuramente lodevole e, dopo la presentazione nella conferenza stampa di ieri, nel pomeriggio è stata votata in commissione giustizia al Senato la modifica del reato con il parere favorevole del governo e grazie anche ai voti dei senatori del PD di Sel e di Scelta Civica.

Una vittoria per il Movimento che non smette mai di lamentarsi di come il Parlamento continui ad ignorare le loro proposte? A leggere il blog del “semplice” portavoce, Grillo sembra di no. Nella home page di oggi campeggia un piccolo pezzo dal titolo “Reato di clandestinità” firmato dello stesso Grillo e da Casalggio. Cosa dicono i due ideologi del Movimento?  "Ieri è passato l'emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull'abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale”  E’ l’incipit del pezzo che prosegue:  “Non siamo d'accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno.” Ma bisognerebbe ricordare a Grillo per l’ennesima volta, anche se fatica a capire un concetto tanto semplice della nostra Costituzione che pretende di difendere, che i parlamentari non hanno vincolo di mandato, ma anche chiedere dove si possa trovare la famosa piattaforma pubblicizzata per mesi nella quale discutere proposte di legge.

“Se durante le elezioni politiche” prosegue la nota di Grillo-Casaleggio “avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico.” Sottolineando che il proprio programma non è stato scritto per il bene dell’Italia ma per accaparrarsi qualche voto in più confermando l’estremo populismo del Movimento.  Ma è la conclusione che fa riflettere, perché, se nel metodo si può in qualche maniera vedere come  i senatori hanno aggirato quelle che dovrebbero essere le regole interne del Movimento, è sul merito che le affermazioni del comico e dell’imprenditore che hanno ideato il movimento fanno impressione: “Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice "La clandestinità non è più un reato". Lampedusa è al collasso e l'Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?" confermando i sospetti che i due hanno un’idea fin troppo chiara sull’immigrazione (anche se non è una novità leggendo quello che scrive Grillo sul suo blog).

Diverse le reazioni dal mondo politico dopo il post: “Chiediamo a Grillo e a Casaleggio e agli esponenti del Movimento Cinque Stelle”  chiede il capogruppo della Lega Nord al Senato Massimo Bitonci su Sky Tg 24 “di firmare loro il nostro emendamento che ripristina il reato di immigrazione clandestina’”  “Grillo con le sue dichiarazioni di contrarietà all’abrogazione del reato di clandestinità” scrive invece su Facebook l’onorevole del PD Khalid Chaouki, responsabile per il suo partito per i nuovi italiani “e il suo attacco ai senatori 5stelle che lo hanno votato, ha finalmente gettato la maschera.”

Ora l’emendamento passerà alla discussione al Senato deve vedremo come si comporteranno i senatori pentastellati per capire se nel Movimento si potrà mai aprire una discussione o no.

mercoledì 9 ottobre 2013

Il messaggio di Napolitano sull'emergenza carceri

POLITICA -
Ieri il Presidente della Repubblica ha voluto riportare all’attenzione, del Parlamento e del paese, il drammatico problema delle carceri con un lungo messaggio indirizzata ai presidenti di Camera e Senato e letti nei due rami del Parlamento.

Alcune considerazioni.  Non è la prima volta che il Presidente della Repubblica cerca di riportare l’attenzione sulla drammatica situazione delle carceri, ma spesso il Parlamento non ha dato seguito alle tante sollecitazioni. Questa volta lo fa attraverso un istituto sancito dalla Costituzione e sicuramente uno dei modi più diretti e forti che gli sono consentiti di fare, quello del messaggio alle Camere.

Se la tempistica potrebbe risultare sospetta visto che parla anche di amnistia nei giorni in cui si decide “l’agibilità” politica di Berlusconi, va anche ricordato che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ricorda Napolitano nel suo messaggio, “con la sentenza - approvata l'8 gennaio 2013 secondo la procedura della sentenza pilota - (Torreggiani e altri sei ricorrenti contro l'Italia), ha accertato, nei casi esaminati, la violazione dell'art. 3 della Convenzione europea che, sotto la rubrica "proibizione della tortura", pone il divieto di pene e di trattamenti disumani o degradanti a causa della situazione di sovraffollamento carcerario in cui i ricorrenti si sono trovati.”  

La situazione carceraria è drammatica e i numeri sono impietosi: 64.758 detenuti per una capienza di 47.615 posti. Va ricordato anche l’altissimo numero di suicidi e morti, più o meno sospette, all’interno del carcere: a giugno c’erano stati 26 suicidi e 57 morti solo nel 2013

“Sottopongo dunque all'attenzione del Parlamento” prosegue nel suo messaggio Napolitano, “l'inderogabile necessità di porre fine, senza indugio, a uno stato di cose che ci rende tutti corresponsabili delle violazioni contestate all'Italia dalla Corte di Strasburgo.

Lo stesso presidente prova a suggerire una serie di proposte, che dovranno essere approvate poi dai due rami del Parlamento, per affrontare la questione.

1) l'introduzione di meccanismi di probation. A tale riguardo, il disegno di legge delega approvato dalla Camera e ora all'esame del Senato, prevede, per taluni reati e in caso di assenza di pericolosità sociale, la possibilità per il giudice di applicare direttamente la "messa alla prova" come pena principale. In tal modo il condannato eviterà l'ingresso in carcere venendo, da subito, assegnato a un percorso di reinserimento;

2) la previsione di pene limitative della libertà personale, ma "non carcerarie". Anche su questo profilo incide il disegno di legge ora citato, che intende introdurre la pena - irrogabile direttamente dal giudice con la sentenza di condanna - della "reclusione presso il domicilio";

3) la riduzione dell'area applicativa della custodia cautelare in carcere. A tale proposito, dai dati del DAP risulta che, sul totale dei detenuti, quelli "in attesa di primo giudizio" sono circa il 19%; quelli condannati in primo e secondo grado complessivamente anch'essi circa il 19%; il restante 62% sono "definitivi" cioè raggiunti da una condanna irrevocabile. Nella condivisibile ottica di ridurre l'ambito applicativo della custodia carceraria è già intervenuta la legge n. 94 del 2013, di conversione del decreto legge n. 78 del 2013, che ha modificato l'articolo 280 del codice di procedura penale, elevando da quattro a cinque anni di reclusione il limite di pena che può giustificare l'applicazione della custodia in carcere;

4) l'accrescimento dello sforzo diretto a far sì che i detenuti stranieri possano espiare la pena inflitta in Italia nei loro Paesi di origine. In base ai dati del DAP, la percentuale dei cittadini stranieri sul totale dei detenuti è circa il 35%. Il Ministro Cancellieri, parlando recentemente alla Camera dei Deputati, ha concordato sulla necessità di promuovere e attuare specifici accordi con i Paesi di origine dei detenuti stranieri (l'Italia ha aderito alla Convenzione europea sul trasferimento delle persone condannate e ha già stipulato nove accordi bilaterali in tal senso). Ella ha tuttavia dato notizia degli scarsi (purtroppo) risultati concreti conseguiti sinora. Nel corso del 2012 solo 131 detenuti stranieri sono stati trasferiti nei propri Paesi (mentre nei primi sei mesi del 2013 il numero è di 82 trasferimenti). Ciò, secondo il Ministro, dipende, in via principale, dalla complessità delle procedure di omologazione delle condanne emesse in Italia da parte delle autorità straniere. Il Ministro si è impegnato per rivedere il contenuto degli accordi al fine di rendere più rapidi e agevoli i trasferimenti e per stipulare nuove convenzioni con i Paesi (principalmente dell'area del Maghreb) da cui proviene la maggior parte dei detenuti stranieri. Tra i fattori di criticità del meccanismo di trasferimento dei detenuti stranieri, va annoverata anche la difficoltà, sul piano giuridico, di disporre tale misura nei confronti degli stranieri non ancora condannati in via definitiva, che rappresentano circa il 45% del totale dei detenuti stranieri;

5) l'attenuazione degli effetti della recidiva quale presupposto ostativo per l'ammissione dei condannati alle misure alternative alla detenzione carceraria; in tal senso un primo passo è stato compiuto a seguito dell'approvazione della citata legge n. 94 del 2013, che ha anche introdotto modifiche all'istituto della liberazione anticipata. Esse consentono di detrarre dalla pena da espiare i periodi di "buona condotta" riferibili al tempo trascorso in "custodia cautelare", aumentando così le possibilità di accesso ai benefici penitenziari;

6) infine, una incisiva depenalizzazione dei reati, per i quali la previsione di una sanzione diversa da quella penale può avere una efficacia di prevenzione generale non minore.

Il presidente richiama anche a dare nuovo impulso al Piano Carceri. Ma Napolitano sa che queste sono riforme che, per dare i frutti, hanno bisogno di un rodaggio di medio e lungo termine, hanno bisogno di tempo per vedere i frutti, per questo considera l’esigenza di rimedi straordinari

“La prima misura su cui intendo richiamare l'attenzione del Parlamento è l'indulto, che - non incidendo sul reato, ma comportando solo l'estinzione di una parte della pena detentiva - può applicarsi ad un ambito esteso di fattispecie penali (fatta eccezione per alcuni reati particolarmente odiosi). Ritengo necessario che - onde evitare il pericolo di una rilevante percentuale di ricaduta nel delitto da parte di condannati scarcerati per l'indulto, come risulta essere avvenuto in occasione della legge n. 241 del 2006 - il provvedimento di clemenza sia accompagnato da idonee misure, soprattutto amministrative, finalizzate all'effettivo reinserimento delle persone scarcerate, che dovrebbero essere concretamente accompagnate nel percorso di risocializzazione.

Al provvedimento di indulto, potrebbe aggiungersi una amnistia.

Rilevo che dal 1953 al 1990 sono intervenuti tredici provvedimenti con i quali è stata concessa l'amnistia (sola o unitamente all'indulto). In media, dunque, per quasi quaranta anni sono state varate amnistie con cadenza inferiore a tre anni. Dopo l'ultimo provvedimento di amnistia (d.P.R. n. 75 del 1990) - risalente a ventitré anni fa - è stata, approvata dal Parlamento soltanto una legge di clemenza, relativa al solo indulto (legge n. 241 del 2006).”

Sembra pretestuoso, visto quello che lo stesso Presidente Napolitano scrive, le inutili polemiche su amnistia e indulto efficaci solo per salvare Berlusconi, visto che i reati amnistiati saranno di pertinenza parlamentare. Tra i più critici nei confronti del capo dello stato sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle: per Riccardo Nuti, capogruppo uscente a Montecitorio del Movimento Cinque Stelle è “il primo passo verso l’amnistia a Berlusconi con la scusa di risolvere il sovraffollamento delle carceri”.  Da Cracovia il Presidente risponde, lapidario, alle critiche affermando “Quelli che mi accusano di volere un’amnistia pro-Berlusconi sono persone che sanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere.”

venerdì 28 giugno 2013

F35, una parola cambia il testo e la "supercazzola" di Di Battista

POLITICA - L’Italia avrà i suoi caccia. Questo è quanto deciso dalla Camera dei deputati. Anche se per un momento sembrava che la maggioranza PD-PDL e Scelta Civica volessero spostare l’acquisto degli F35 dopo la costituzione di una commissione ad hoc che avrebbe dovuto approfondire la reale esigenza dei caccia. Ma alla fine nel testo approvato alla Camera è spuntata una parola, una parolina che cambia interamente il testo. È bastato aggiungere “ulteriore” e l’acquisto degli F35 è stato confermato. Infatti il testo è arrivato dopo una lunga riunione tra i capogruppo dei partiti di maggioranza. In un primo momento tutto l’acquisto dei  caccia sembrava essere spostato, queste sembravano le intenzioni del Partito Democratico, dopo un eventuale parere positivo del Parlamento, ma con la parola “ulteriore” il parere parlamentare varrà per future spese (41 aerei di cui ha parlato il ministro Mauro pochi giorni fa). i legge infatti nel testo che non si possa “procedere a nessuna fase di "ulteriore" acquisizione senza che il Parlamento si esprima nel merito.”
Lo stesso ministro della Difesa esulta dichiarando a caldo che “Per amare la pace, armare la pace: l'F35 risponde a questa esigenza”.
Il capogruppo di Scelta Civica ha spiegato che la mozione, che porta anche la sua firma, “fa salve le decisioni assunte, non pone l'obiettivo di uscire dal programma ma apre una fase di verifica molto importante e impegna il governo a non procedere in ulteriori fasi operative se non dopo quella ricognitiva.”
Bocciata invece la mozione di Sel e del MoVimento 5 Stelle che chiedeva l’uscita dal programma. Durante i lavori parlamentari vera baruffa alla Camera sull’intervento dell’on. Alessandro Di Battista che denuncia come “la mozione del Pd sugli F-35 è una vera e propria supercazzola.” Dopo essersela presa con gli onorevoli del Pdl. I toni si sono accessi e mentre i colleghi di partito di Di Battista applaudivano il suo intervento il resto dell’aula ha iniziato a gridare contro il deputato penta stellato tanto che il presidente di turno, Luigi Di Maio, anche lui del MoVimento, ha dovuto richiamare all’ordine l’aula e ha dovuto chiedere un linguaggio appropriato al suo collega di partito.
Pippo Civati del PD e Sergio Boccadutri di Sel, dai loro blog criticano molto l’atteggiamento di Di Battista. Civati si interroga sulla “geniale trovata di fare un intervento insultante in aula per convincere gli altri a fare l’esatto contrario di quello in cui si crede. Insultare per (non) convincere: che strategia!”. Più duro invece Boccadutri che “A conti fatti, l’unico effetto sortito dall’intervento del ‘cittadino’ – ma sarebbe più giusto dire provocatore – Di Battista è stata la chiusura a riccio del gruppo democratico. La verità è che a Di Battista non gliene fregava nulla di avere il voto favorevole o almeno l’astensione di parte della maggioranza. Anzi adesso potrà continuare a dire, col solito fare tronfio, che fanno tutti schifo tranne il MoVimento. Usando quei toni, tra l’altro poco consoni alle aule parlamentari, ha fornito l’alibi perfetto e ha impedito che si aprisse una crepa nella logica delle larghe intese. Insomma, proprio il risultato che voleva ottenere”.

mercoledì 12 giugno 2013

Uno vale uno, ma quanto vale Grillo?

POLITICA - Se poco più di un anno fa avevamo sentito un forte e chiaro boom dopo le elezioni che avevano portato un candidato del MoVimento 5 Stelle a diventare il primo cittadino di un capoluogo di provincia, Pizzarotti a Parma, oggi sembra un leggero ticchettio di fondo.
Certo, commentare le elezione, nazionale o amministrativa che siano, cercando di paragonarla all’elezione più vicina sappiamo che è sbagliato. Non si possono infatti accostare voti per istituzioni diverse e con leggi elettorali diverse. Nelle elezioni amministrative poi contano molto i candidati più che partiti, ma alcune considerazioni di fondo si possono fare sul fenomeno che sicuramente ha riportato il maggior successo solo pochi mesi fa ma che oggi arranca nelle urne e nei sondaggi.
Il MoVimento 5 Stelle, in un anno ha vinto a Parma, ha avuto un grande successo nelle elezioni Regionali in Sicilia, è stato votato da più di 8 milioni di cittadini alle elezioni politiche dello scorso febbraio. I temi su cui hanno puntato, soprattutto per le politiche, sono quelli che toccano la pancia della gente, meno soldi alle istituzioni e più soldi ai cittadini. Volevano essere i controllori, aprire il parlamento come una scatola di tonno. Sono i cittadini nelle istituzioni, gli onesti. I candidati non sono stati scelti dalle segreteria dei partiti ma tramite primarie on-line (naturalmente hanno diritto al voto solo, sottolineo solo, gli iscritti al movimento, tanto che alcuni candidati sono finiti nelle liste elettorali e poi in parlamento con poche manciate di voti). Hanno scelto i loro capigruppo alla Camera e al Senato (incarico da ricoprire solo per 3 mesi a turno) per alzata di mano. Avrebbero messo il loro lavoro tutto on-line e avrebbero trasmesso le loro riunioni in streeming.   
E Grillo? L’ideatore del MoVimento da padre si sta trasformando sempre più in padrone. Il suo tuor per le elezioni ha toccato tutta Italia, dal palco invitava la gente a votare per il cambiamento e dal suo blog inveiva contro i signori della vecchia politica. Ma sempre di più le sue parole diventano insulti contro chi osa criticarlo, nelle ultime settimane è toccato tra gli altri alla Gabanelli, colpevole di aver fatto un servizio critico sul MoVimento, e a Rodotà, colpevole di aver criticato alcune dichiarazioni di Grillo in un’intervista al Corriere della Sera.
Alle ultime elezioni il partito ha avuto una forte inflessione. Grillo ha dato la colpa agli elettori colpevoli, secondo lui, di non aver capito l’importanza del cambiamento, e ha provato a minimizzare la vittoria degli avversari ma salta agli occhi la differenza di percentuali in alcune città. A Imperia si è passati dal 33.6% delle politiche al 8.6%, a Viterbo dal 31.8% al 6.2%, ad Avellino dal 18.8% al 3.4% e nessun candidato alla carica di sindaco nelle elezioni di maggio ha raggiunto il ballottaggio in capoluoghi di provincia. Anche al primo turno in Sicilia le cose non sono andate meglio portando al ballottaggio solo Piccitto a Ragusa, mentre a Catania Adorno arrivava al 3.4% e Sajia a Messina non arrivava al 3%. Candidati sbagliati, elettori che hanno girato le spalle e non sono andati a votare. Ma in questi mesi abbiamo visto all’opera i parlamentari, certo persone oneste ma sembrano anche poco preparate e forse non in grado di guidare il paese. Il MoVimento oggi forse paga errori veniali che magari si perdonano ad altre forze politiche ma quando uno si presenta come il migliore e l’onesto poi deve cercare di essere impeccabile (e di gaffe ne hanno fatte tante). Se uno passa mesi a criticare i giornali e a rifiutarsi a rilasciare un’intervista poi non ci si può lamentare che i giornali poi ti prendono di mira.
C’è poi un problema di democrazia all’interno del MoVimento. In queste ore abbiamo assistito ad un botta e risposta tra la senatrice Adele Gambaro, che ai microfoni di Sky dice chiaramente che oggi il problema dei 5 Stelle è lo stesso Grillo, ed il capo del MoVimento che risponde subito con un post durissimo che si conclude con “La Senatrice Adele Gambaro ha rilasciato dichiarazioni false e lesive nei miei confronti, in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo la invito per coerenza a uscire al più presto dal M5S.” per Grillo le critiche della senatrice sono un attacco personale ma, invece di aprire un dibattito interno, è molto più facile chiederne l’allontanamento. E da giorni poi diverse voci parlano di una trentina di parlamentari pronti a lasciare il gruppo proprio per la sofferenza che hanno rispetto ad un gruppo che non ammette altra parola se non quella di Grillo.
Ma se uno vale uno e se per Grillo la Gambaro vale niente, per il MoVimento quanto vale Grillo?

venerdì 10 maggio 2013

Grillini, benvenuti nella casta

POLITICA -
Ieri, 9 Maggio 2013, il signor Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe, che a quanto risulta non è Parlamentare, né Ministro, né Sottosegretario e non ricopre nessuna carica istituzionale, è arrivato a via della Missione 8, uno degli ingressi secondari della Camera dei Deputati, a bordo di una Kia bianca. Per lui trattamento da star hollywoodiana, Digos che tiene a distanza cronisti e telecamere, pesante portone di legno che si chiude dietro l’auto appena sgommata dentro, potete vedere le immagini cercandole nei Tg della sera.
Circa un mese fa, il già citato signor Grillo, recatosi a Roma per una riunione del Movimento politico che si richiama al suo Blog, a riunione terminata, per sfuggire dalla ressa dei cronisti, è salito in macchina ed il suo autista si è prodotto in una serie innumerevole di infrazioni, tra inversioni ad U, utilizzo della corsia preferenziale, semafori rossi e quant’altro.
Sinceramente, mi domando cosa permette al cittadino Beppe Grillo di sentirsi al di sopra della legge. Sinceramente, mi chiedo perché la Camera dei Deputati si preoccupi di riservare un trattamento di favore, trattamento non garantito neppure al Presidente della Repubblica, al cittadino Beppe Grillo?
Provate voi ad entrare con la vostra vettura a Montecitorio, vediamo la disponibilità del personale della Camera nei vostri confronti.
Qui arrivo al nodo politico. Mi domando come possa non vergognarsi l’uomo politico Beppe Grillo di usufruire di questi che potremmo chiamare Privilegi della Casta, dopo aver fatto della lotta ai privilegi della Casta uno dei punti principali della sua attività politica? Il MoVimento 5 Stelle giustamente si indigna per i privilegi della politica, ma permette al suo Leader Politico di comportarsi come una Gabriella Carlucci qualsiasi, che un paio d’anni fa, dopo aver provocato un tamponamento nel cuore di Roma, pretendeva di non aspettare i rilievi dei Vigili Urbani in quanto impegnata in Parlamento. Giustamente l’onorevole Carlucci (oltretutto una delle principali assenteiste del Parlamento) venne criticata da più parti.
Per altro è legittima la strategia mediatica di non rispondere ai giornalisti. Non la condivido, ma è legittima. Quello che non accetto è che per sfuggire ai giornalisti sia riservato al cittadino Beppe Grillo un trattamento di favore. Come tutti, se il cittadino Grillo vuole entrare in Parlamento, lo può fare a piedi passando dall’ingresso principale, negandosi alle domande della stampa.
In conclusione, cari grillini, Benvenuti nella Casta.
Mario Scelzo

martedì 23 aprile 2013

Numeri a 5 Stelle

POLITICA - I numeri non mentono, al massimo il problema è come vengono commentati, per questo basta riportare i dati che oggi sono usciti per avere un’idea su cosa accade intorno al Movimento 5 Stelle.

Iniziamo dalle quirinarie. Per più di una settimana il Movimento guidato da Grillo ha urlato, anche nelle piazze, che Rodotà era il candidato migliore perché votato dai cittadini. Dopo più di una settimana, quando ormai il candidato Rodotà è saltato e al Quirinale viene riconfermato Giorgio Napolitano, sul blog di Grillo vengono diffusi i dati ufficiali.

voti espressi sono stati 28.518 sui 48.292 degli aventi diritto (41% si è astenuto)

- Gabanelli Milena Jole: 5.796
- Strada Luigi detto Gino: 4.938
- Rodota’ Stefano: 4.677
- Zagrebelsky Gustavo: 4.335
- Imposimato Ferdinando: 2.476
- Bonino Emma: 2.200
- Caselli Gian Carlo: 1.761
- Prodi Romano: 1.394
- Fo Dario: 941

Alle ultime elezioni italiane gli aventi diritto erano  50 449 979

Elezioni in Friuli Venezia Giulia. Alle elezioni politiche del 2013 il Movimento di Grillo ha preso, in Friuli Venezia Giulia, 196.218 voti, pari al 27,2. a distanza di poco meno di due mesi, alle elezioni regionali in Friuli il Movimento ha preso 103.133 voti pari a 19,2%  (perdendo quindi più di 90 mila voti e intorno agli 8 punti percentuali). Va ricordato però che nella regione c’è stata una fortissima astensione (un elettore su due) e che è sempre difficile paragonare due elezioni diverse, nelle elezioni regionali conta molto la radicalità nel territorio dei candidati e forse Debora Serracchiani lo è più dei suoi avversari.

mercoledì 17 aprile 2013

Preparazione a 5 stelle


POLITICA -  Lo confesso, non sono mai stato un fan di Beppe Grillo, non ho mai avuto per la sua inziativa politica né curiosità, nè simpatia. Ho sempre pensato (e lo penso tuttora) che il suo personaggio sia costruito a tavolino, che sia entrato in politica per interessi poco chiari, che abbia poco di concreto da dire. Se vi siete stufati di leggere pensando che sia prevenuto, fate pure.
Eppure, fino a pochi mesi fa, avevo una speranza. Pensavo, vabbè lasciamo stare Grillo e Casaleggio, ma oltre loro il movimento è composto da giovani preparati, vivaci, dinamici, pronti a contribuire al rilancio del Paese. Già ad esempio Pizzarotti, il Sindaco di Parma, di fatto il primo grillino in un luogo di potere, sicuramente si presenta bene, come un ragazzo alla mano voglioso di dare un contributo utile per la sua città.
Aspettavo quindi con curiosità lo sbarco a Roma dei deputati grillini per vedere il loro grado di preparazione, le loro competenze, il loro contributo alle attività parlamentari. Ora, tolta la strategia politica del movimento, che personalmente non condivido ma accetto come strategia, sono veramente colpito dalla impreparazione, dalla maleducazione, dall’ignoranza e pochezza culturale di molti dei Deputati Grillini. Per sintetizzare, concentriamo la nostra attenzione sul Capogruppo alla Camera dei Deputati Roberta Lombardi.
La Lombardi in meno di due mesi ha collezionato una serie enorme di gaffe, ha mostrato tutto il suo mix di arroganza ed interpretazione (mi permetto, se io fossi un elettore grillino chiederei di corsa le sue dimissioni, sta danneggiano il movimento). Provo ad andare per punti:
·       La simpatia non è un dono che tutti ricevono in dote, ma anche il più caratterialmente antipatico può sforzarsi di migliorare il suo carattere. La Lombardi guarda sempre il suo interlocutore con disprezzo, con uno sguardo di superiorità morale, col tono di voce e la faccia della prima della classe, quella che a 5 minuti dalla campanella ricorda alla Prof. che oggi doveva interrogare. Per dire, a me personalmente Crimi risulta un mostro di simpatia rispetto alla Lombardi.
·       L’insicurezza. Pur di apparire la più brava e devota di tutte, la Lombardi chiede alla rete anche cosa deve mangiare o bere. E’ famosa ed emblematica la sua richiesta “ragazzi mi hanno rubato il portafoglio con le ricevute degli scontrini, che faccio? Aspetto consigli”. Ora, cara Roberta,  va bene consultare la rete, ma spero voi deputati grillini abbiate un minimo di autonomia. Capisco consultare la rete per l’elezione del Presidente della Repubblica, capisco meno affidarsi alla rete per questioni che poco interessano ai cittadini.
·       Il rispetto per le Istituzioni. Perfino Grillo, in un raro momento di lucidità, ha elogiato Napolitano quando il Capo dello Stato lo ha difeso dagli attacchi del leader della Sinistra Tedesca. Ora, dire al Capo dello Stato, rappresentante del nostro popolo, di godersi la vecchiaia ed i nipotini, è veramente uno sgarbo istituzionale di pessimo gusto. Non sarebbe sgradita una quota sindacale di educazione.
·       L’impreparazione. Se scegli di fare il deputato, se oltretutto vieni eletta Presidente dei Deputati del tuo Partito, non puoi ignorare la Costituzione! Non puoi non sapere che per essere eletto Presidente della Repubblica devi avere più di 50 anni! Io, cittadino, posso non saperlo (e, per inciso, personalmente lo sapevo), tu, Capogruppo, DEVI SAPERLO. E meno male, Roberta, che avevate occupato la Sala del Mappamondo leggendo la Costituzione…
·       Mi è rimasta qui questa frase: nel dialogo in streaming Bersani-5stelle, il segretario Pd dice, sintetizzo “noi abbiamo i voti”, e la Lombardi, “si, ma noi abbiamo la credibilità”. Cara Roberta, la credibilità si conquista col tempo, tra un anno, forse, potremmo dire che il movimento è credibile, dirlo ora è pura arroganza.
Concludo. Mi aspettavo, e credo anche voi, gente preparata, colta, pronta al dialogo, capace di generare proposte e contributi. Fino ad oggi abbiamo visto una banda di dilettanti allo sbaraglio. Se la Lombardi è la Capogruppo, la rappresentante, la prima della classe, non oso pensare al resto.  Non è sicuramente di una banda di incompetenti arroganti quello di cui il paese avrebbe bisogno.
Mario Scelzo