martedì 13 maggio 2014

Voto europeo e ricadute italiane

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE - Tra meno di due settimane saremo chiamati alle urne per l’elezione del prossimo Parlamento Europeo. Ho già scritto su queste pagine inmerito alla valenza specifica di questa tornata elettorale e rispetto allaimportanza di scegliere i nostri rappresentanti in Europa.

È chiaro che la tornata elettorale attuale avrà delle ricadute anche in casa nostra. A distanza di un anno e mezzo dalle ultime votazioni politiche, con tutto ciò che quelle elezioni hanno comportato ( larghe intese, medie intese, da Napolitano a Napolitano, l’avvento del M5S, da Bersani a Renzi etc…), sarà indubbiamente interessante misurare il peso reale dei singoli partiti, e son convinto che a seconda dei risultati elettorali ci saranno delle ricadute concrete sulla politica italiana.

Proverò a procedere con ordine, valutando partito per partito. Proverò a mettere da parte ogni simpatia politica ed a ragionare in maniera neutra.

Partiamo dal PD. Alle elezioni politiche del 2013 prese il 25%. Molti sondaggi danno ora il PD tra il 30 ed il 35, tracciando una media potremmo dire il 33. A mio parere, un Pd che superasse quota 30 ( e più lo supera più rafforza la mia tesi) sarebbe un notevole incoraggiamento alla azione governativa di Matteo Renzi. In qualche modo, un Pd sopra il 30 sarebbe quasi una sorta di legittimazione simbolica del Governo Renzi da parte dell’elettorato. (sottolineo simbolica perché, essendo noi una Repubblica Parlamentare, il Governo Renzi è pienamente legittimato nella sua azione politica).

Al contrario, un PD sotto quota 25, e magari superato dal Movimento 5 Stelle, sarebbe un enorme campanello d’allarme per il Pd e per il Governo. Di conseguenza, veniamo al M5S. Da mesi i rappresentanti del movimento hanno coniato lo slogan “VINCIAMONOI”  e più volte Grillo ha affermato di volersi ritirare dalla politica in caso di mancata vittoria elettorale. Ora, a casa mia, ed in democrazia, vince chi prende un voto in più dell’avversario. Se ad esempio il Pd prendesse il 28 e Grillo il 27, sarebbe un risultato notevole ma comunque una sconfitta.

Se venissero confermati molti dei sondaggi attuali, che danno il Pd al 32 e M5S al 22/23, sarebbe una notevole sconfitta del Movimento. Mi permetto di sottolineare che di solito le elezioni intermedie segnano sempre un aumento dei partiti di opposizione, quindi se M5S prendesse meno voti del 25% dello scorso anno, sarebbe per loro un pessimo segnale.

Nel campo delle ipotesi, M5S vince le elezioni. Certamente sarebbe un pessimo segnale per il Governo, ma non c’è nessun legame con il Governo Italiano. Considero insensata la richiesta di sciogliere il Parlamento in caso di vittoria penta stellata. Se i grillini vinceranno, vorrà dire che eleggeranno più rappresentanti in Europa.

Spostiamoci nel CentroDestra. Sarà interessante valutare il calo di Forza Italia (anche se ricordo che quasi sempre il Cavaliere ha recuperato terreno rispetto ai sondaggi), e soprattutto i rapporti di forza tra Forza Italia ed il Nuovo CentroDestra. FI al 20/22 e Alfano sotto al 4 produrrebbero a mio parere un ritorno del NCD nella casa del Padre. FI al 16/17 ed Alfano al 7/8 produrrebbero una fuga di parlamentari ed amministratori locali da Berlusconi ad Alfano.

Gli esiti del voto influiranno a mio parere sull’esito delle riforme e sulla durata del Governo. Con un Pd al 35% Renzi potrebbe essere tentato di passare all’incasso elettorale per poter governare da solo, ma a quel punto ipotizzo salterebbero gli accordi sia rispetto alla legge elettorale sia rispetto alle riforme costituzionali.

Non mi dilungo per motivi di spazio e per non annoiarvi, ma sarà molto interessante valutare il peso e la tenuta di alcune forze politiche di fatto nuove, come la Lista Tsipras, Scelta Europa, e di altre più antiche come la Lega Nord e Fratelli d’Italia. Non raggiungere la soglia del 4% sarebbe una sconfitta che potrebbe anche segnare la fine di alcune esperienze politiche, al contrario un buon risultato del 5/6% potrebbe spingere alcune di queste forze a proporsi come alleati per future coalizioni di Governo.

Una parola su Scelta Europa. In teoria è figlia dell’8.7% di Scelta Civica, ma poi in quel partito è successo di tutto. Che succederà con un risultato al di sotto del 3%? Il partito andrà avanti? Con quali prospettive?

Discorso simile per Tsipras, che in teoria parte da un 5% (3 di Sel più 2 dei vari rifondazione e comunisti italiani). Non raggiungere la soglia sarebbe un pessimo segnale, vorrebbe dire una sinistra a mio parere costretta poi a cercare una alleanza col Pd ma da una posizione nettamente minoritaria e debole.

Insomma, chi vivrà vedrà.

Mario Scelzo

mercoledì 7 maggio 2014

Le elezioni europee, molti candidati incompatibili

VERSO LE EUROPEE - Tra poco meno di venti giorni saremo chiamati a votare per il rinnovo del parlamento europeo e l’Italia dovrà eleggere 73 eurodeputati.

La legge elettorale (la più antica in vigore in Italia) è molto semplice: un proporzionale puro con soglia di sbarramento del 4%, la divisione dell’Italia in 5 circoscrizioni che eleggono parlamentari proporzionalmente ai voti, le preferenze (fino a 3 per ogni elettore).

Il regolamento dell’europarlamento stabilisce una assoluta incompatibilità tra la carica di europarlamentare e quella di ogni carica elettiva di un singolo paese (dal parlamentare al sindaco), e per altro un’incompatibilità anche fisica visto che i due lavori sono a chilometri di distanza e in contemporanea.
Negli anni passati però abbiamo sempre visto parlamentari italiani candidarsi anche alle elezioni europee (Berlusconi alle ultime consultazioni era capolista in tutti i collegi, per fare un esempio) ma, una volta eletti, hanno sempre preferito stare tra i banchi di Montecitorio o Palazzo Madama che all’Europarlamento (per altro senza neanche doversi scomodare, visto che il regolamento da 30 giorni per scegliere la carica di europarlamentare se uno incorre nel doppio ruolo, passati i quali decade automaticamente)

Tranne rarissimi casi (la lista di sinistra L’altra Europa che schiera prevalentemente persone della società civile, e il MoVimento 5 Stelle i cui candidati sono passati per primarie on-line dove non potevano partecipare parlamentari) i molti partiti la presenza di parlamentari è abbondante.
In una recente intervista ad 8 e ½ al  ministro della Sanità, Beatrice  Lorenzin (candidata come capolista per il Nuovo Centro Destra), viene chiesto se, in caso di elezione, aveva intenzione di lasciare la carica di Ministro per poter diventare europarlamentare. Il ministro, senza neanche pensarci, ha dichiarato candidamente che se eletta si sarebbe subito dimessa da europarlamentare per continuare a fare il ministro in Italia, aggiungendo che la sua era solo una candidatura di bandiera. In poche parole chi volesse votare l’onorevole Beatrice Lorenzin alle prossime elezioni lo fa ben sapendo che quella preferenza non avrà nessun valore. Ma anche il suo compagno di partito e ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, è capolista per il suo partito nella circoscrizione Nord Ovest. In un lungo post sul suo blog spiega le ragioni della sua scesa in campo, nobili ragioni per cambiare l’Europa. Dalla passione nello scrivere non sembra ci siano dubbi sulle sue intenzioni, una volta eletto, di andare in Europa perché “Abbiamo oggi la possibilità di rinnovare l’esperienza dei padri fondatori dell’Europa, che dopo la guerra ritrovano nell’interesse comune le ragioni per ripartire.”

Nel PD in quattro circoscrizioni su cinque il capolista è un parlamentare (Alessia Mosca, Pina Picerno, Alessandra Moretti e Simona Bonafè) e non sono gli unici parlamentari in lista. Tra deputati e consiglieri regionali ben 19 candidati su 73 nelle liste del PD (tra gli onorevoli troviamo anche Enrico Gasbarra e l’ex ministro Cécile Kyenge) sarebbero incompatibili perché ricoprirebbero il doppio ruolo.
La lista è ancora lunga e si passa da Lorenzo Cesa (UDC) a Gabriele Toccafondi (Sottosegretario all’Istruzione) fino ad arrivare a Raffaele Fitto (F.I.) e all’ex ministro Giorgia Meloni (Fratelli d’italia), senza contare i tanti consiglieri regionali messi in campo in tutti i partiti.

Sarebbe bello sentire da ognuno di loro dichiarazione nella quale affermano di non aver nessuna intenzione di sedersi al Parlamento europeo ma che la loro è una candidatura solo per portare qualche voto in più al partito; o, al contrario, sentire la promessa che se eletto prenderà l’impegno di lasciare l’attuale carica per andare in Europa.
E poi, che senso ha farsi eleggere poco più di un anno fa a Montecitorio o a Palazzo Madama per dimettersi (e quindi lasciare il lavoro a metà) oggi? Il Senatore Gabriele Albertini, per fare un altro esempio, ha lasciato il suo posta da eurodeputato un anno fa (eletto con F.I.) per candidarsi a Palazzo Madama (con Scelta Civica) e il prossimo 25 maggio sarà candidato (per il Nuovo Centro Destra) a Strasburgo.

lunedì 5 maggio 2014

La Grande bellezza (della solidarietà)

ATTUALITA' - Volevo condividere con i lettori di queste pagine il racconto di una splendida giornata di festa e solidarietà a cui ho avuto il privilegio di partecipare. La sintesi del mio articolo è che la solidarietà è bella e contagiosa, e che esiste una sorta di moltiplicazione del bene che rende il gesto isolato di un singolo un fiume  di solidarietà condivisa.

Andiamo con ordine. Ho partecipato al Pranzo con i Poveri che la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato lo scorso Primo Maggio a Roma. Potete vedere alcune foto di tale pranzo sia sul mio profilo twitter, sia sul sito della Comunità di Sant'Egidio
Prima di tutto, voglio condividere con voi queste riflessioni e questa notizia perché penso troppo spesso il mondo dei media amplifica le brutte notizie, c’è una comunicazione triste che spesso aumenta la paura ed amplifica la sofferenza. Non dico che bisogna nascondere i problemi e la sofferenza, credo però ci sia bisogno di diffondere nei media il bene, la solidarietà e le belle notizie.
Ho in mente l’esempio di Papa Francesco, che con le sue parole, i suoi gesti ed il suo magistero trasmette serenità e porta, con la sua presenza viva e direi quasi concreta, la forza del bene nelle case della gente. Con questa premessa, inizio il racconto della giornata.

Andiamo con ordine. Il Pranzo si è svolto presso il Collegio Irlandese di Roma, in pratica gli Irlandesi hanno messo a disposizione della festa uno splendido giardino nel cuore di Roma, a due passi da Piazza San Giovanni. Inoltre molti sacerdoti irlandesi si sono messi a servire ai tavoli ed hanno aiutato nella organizzazione del pranzo.
Veniamo al pranzo ( che devo dire, era davvero ottimo!). Quasi tutto, e parliamo di un pasto completo per 400 persone, è stato donato alla Comunità da singoli Ristoranti, Fornai, Pasticcerie. Non faccio nomi, ma magari un ristorante ha garantito lasagne per 100, un fornaio 80 filoni di pane, altri ristoranti pasta al forno e cosi via.

Gli invitati. Si tratta di tutte persone che la Comunità conosce nel suo lavoro quotidiano di solidarietà. Anziani con la pensione minima, persone che vivono per strada, persone che si trovano in situazioni di disagio e difficoltà. Ma per noi sono amici, sono Antonio, Francesco, Vincenzina.
Ovviamente, c’è stato un notevole impegno per organizzare il tutto da parte dei volontari della Comunità di Sant’Egidio. Qualcuno è andato ai ristoranti a recuperare il cibo offerto, qualcuno ha sistemato i gazebo ed i tavoli, qualcuno ha servito a tavola, altri (tipo me) si son seduti a tavola perché il pranzo non è una distribuzione di cibo ma un momento di convivialità, quindi in ogni tavolo era presente un volontario per conversare, per condividere un momento di serenità e di festa.

Non poteva mancare la musica e l’animazione, per un dopo pranzo che in breve si è trasformato in una festa.
Questo elenco potrà forse sembrarvi eccessivo, forse lo è. Quello che volevo sottolineare è che con la collaborazione di tanti, abbiamo mangiato, fatto festa e passato un pomeriggio sereno (cosa non scontata per chi vive le difficoltà della vita), in 400 e più persone.

Chi ha contribuito con una lasagna, chi con un sorriso, chi servendo ai tavoli, chi con la presenza, ma il contributo di tutti ha reso possibile la festa. Magari tante persone singole hanno buona volontà, ma si sentono troppo piccole per realizzare qualcosa di bello ed utile. L’unione delle forze moltiplica la solidarietà e rende possibile La Grande Bellezza.
Mario Scelzo.

mercoledì 30 aprile 2014

Aldrovandi un silenzio eloquente

Vorrei sottoporvi una brevissima riflessione partendo da alcuni tweet. Sia da parte del Governo, che da parte del Pd, ma anche di alcuni partiti di opposizione, si sono levate parole di sostegno e solidarietà alla Mamma di Federico Aldrovandi per i vergognosi applausi che il SAP ha tributato alle forze dell’ordine condannate in cassazione per “eccesso colposo in omicidio colposo”  di Federico Aldrovandi.

Qui una mia selezione dei tweet:
Partito Democratico ‏@pdnetwork 

#Aldrovandi Pd: 'Inaccettabile l'ovazione agli agenti condannati' #noinonapplaudiamo - http://goo.gl/CiUCQv  
Francesco Nicodemo ‏@fnicodemo 

Dalla parte del giusto: @matteorenzi ha chiamato mamma Aldrovandi
Corradino Mineo @CorradinoMineo

"Ora,cambiare la polizia".Patrizia Aldrovandi sfida governo e politica.Fuori chi uccide abusando della divisa, fuori chi lo copre @pdnetwork
Pietro Grasso @PietroGrasso

Vicinanza e affetto a @MorettiPatri, madre di Federico #Aldrovandi. Qui qualche riflessione: http://goo.gl/xPZfXQ  
Senatori PD ‏@SenatoriPD 

"@LuigiManconi1 il messaggio di ostilità corporativa arrivato ieri è una offesa contro la giustizia, la comunità, le istituzioni #aldrovandi
Sinistra E. Libertà ‏@sinistraelib 

#Sel @NFratoianni : Chi applaude agenti colpevoli morte Federico applaude crimine vergognoso e non è degno di vestire una divisa #Aldrovandi
Angelino Alfano @angealfa

Gli applausi sono un gesto gravissimo e inaccettabile che offende la memoria di un ragazzo che non c'è più e rinnova dolore di sua famiglia.

Giorgia Meloni @GiorgiaMeloni

Solidarietà alla mamma e alla famiglia di Federico #Aldovrandi. Non si può applaudire di fronte ad una vittima http://goo.gl/b3entR   ST

Tutto questo mentre né sul profilo twitter di Grillo (continuamente aggiornato nelle ultime ore), né sul Sacro Blog, ci sia una parola rispetto a questa vicenda. Nel frattempo, fiumi di parole e tweet sulla Picierno e le parole sulla spesa di 2 settimane che si fa con 80 euro.
Giudicate da soli.

Mario Scelzo.

lunedì 28 aprile 2014

Grillo, il Nazismo e la Peste Rossa.‏

POLITICO - Nei giorni scorsi Beppe Grillo si è recato a Piombino per un comizio elettorale davanti alla fabbrica Lucchini. Comizio a mio parere del tutto propagandistico a  favore delle telecamere, nel senso che, indubbiamente esiste un problema Lucchini, ma c’è un piano del Governo e della Regione per una futura riconversione industriale.

In ogni caso, Grillo ovviamente non è intervenuto nelle fasi di trattative tra azienda sindacati ed enti locali, proponendo delle possibili soluzioni, ma si è limitato, a cose fatte, a recarsi in loco, sparare a zero, dire io avrei fatto così, la colpa è della Merkel, della Bildemberg…insomma il solito repertorio propagandistico.

Solo che stavolta la propaganda grillina ha veramente superato un pericolosissimo limite.
Come potete controllare sul Sacro Blog Beppe pronuncia, testualmente, la frase: "Io non son qua per chiedere i voti. Se volete continuate a votare il pd. Questo è il regno schifoso della "Peste Rossa".

Parlando dei sindacati e del Partito Democratico, Beppe conia il termine Peste Rossa. Il problema è che tale termine non è una sua invenzione linguistica, in quanto lo troviamo giù utilizzato nel ss marschiert in feindesland – Inno di Battaglia delle Waffen SS, che come potete vedere è uno degli organi militari della Germania Nazista.
Qui sotto la traduzione dell’inno delle Waffen SS:

"La SS marcia nel paese nemico  
e canta una canzone diabolica
un tiratore sta sulla spiaggia di Wolga
e piano canticchia anche lui
ce ne freghiamo di sopra o sotto
e tutto il mondo ci può
bestemmiare oppure applaudire
semplicemente come ognuno preferisce

Ritornello:

Dove siamo noi va sempre in avanti (non ci fermiamo mai)
e il diavolo, lui ne ride solamente
ha, ha, ha, ha, ha, ha.
Noi combattiamo per la Germania
combattiamo per Hitler
il rosso non stanca mai
Abbiamo combattuto già in varie battaglie
Nel nord, nel sud, l'est ed l'ovest
e siamo adesso pronti per la battaglia
contro la peste rossa
SS non si riposerà, noi distruggiamo
finché nessuno disturba più la felicità della Germania
e anche se fra le file perdiamo molti
per noi non c'è mai un ritorno"

Concludo. Il leader del secondo partito italiano, Capo Carismatico di 100 e più parlamentati, testa pensante di un Movimento che alle ultime elezioni politiche ha preso nove milioni di voti, ha una sconcertante comunanza di pensiero con il linguaggio Nazifascista.

Se aggiungiamo questa frase al pessimo post con la foto di Aushwitz e ad alcune posizioni sia sulla immigrazione clandestina, sia a dei rapporti poco chiari di appoggio verso CasaPound, a me personalmente pare sempre più evidente una comunanza di pensiero del Movimento, o almeno del suo Leader, con l’ideologia fascista.
Invito Beppe Grillo ad una smentita, o quantomeno ad una frase del tipo “mi scuso di aver pronunciato una frase che possa far pensare ad una mia vicinanza al pensiero nazista”. Se arriverà tale smentita, o se ad esempio un Di Battista, un Di Maio, una Taverna, dovessero prendere le distanze dalle frasi sulla Peste Rossa, porgo preventivamente le mie scuse.

Se non ci sarà smentita, sarà sempre più evidente che il Movimento ha una radice destrorsa ed eversiva, che ammicca l’occhio alle ideologie più buie del Novecento.

Mario Scelzo.

martedì 22 aprile 2014

I mitici 80 euro

POLITICA - Come saprete, il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi il cosiddetto Decreto Irpef. Vi risparmio i dettagli, che potete trovare su qualsiasi sito internet, ma in sintesi estrema il Governo si appresta ad elargire un bonus di circa 80 euro mensili a tutti i lavoratori che hanno un reddito tra gli 8.000 ed i 25.000 euro, anche se la soglia massima che dà diritto al bonus non è ancora definita.

In pratica, dagli 8 ai 10 milioni di persone si ritroveranno dal mese di Maggio 80 euro netti in più in busta paga, circa 1.000 euro l’anno. Soldi che ovviamente fanno molto comodo al ceto medio/basso, a mio parere quello che negli ultimi anni ha maggiormente subito gli effetti della crisi economica.
Una ipotetica famiglia con due redditi da 1300 euro ( non so, una insegnante ed un impiegato) si ritrova con 2.000 euro in più l’anno, che permetteranno di vivere la quotidianità con meno affanni, e magari una pizza con gli amici, una vacanza, un teatro, un regalo ai bambini in più.

Oltretutto, si spera, questi soldi cash immessi in circolo, potrebbero contribuire alla crescita dei consumi. Si ipotizza che una persona possa metter da parte magari 20-30 euro al mese, ma gli altri 50 moltiplicati per milioni di persone, voglion dire un sostegno ai consumi, un aiuto al settore del commercio, a quello alberghiero e della ristorazione.
Vado al sodo. Per me questo è un provvedimento positivo. Per la prima volta da anni il Governo invece di togliere soldi dalle tasche, li elargisce. Ciò detto, lo spiegherò meglio dopo, non esageriamo. Considero questo provvedimento il primo atto concreto del Governo Renzi, e se questo è a mio parere positivo, prima di giudicare l’operato del Governo dovremmo vedere il suo operato nei prossimi mesi.

In ogni caso, non condivido le critiche che arrivano sia da sinistra che da destra, provo ad entrare nel dettaglio.
Da parte della Cgil e di Sel, ho sentito dire frasi del tipo “si ma non ci sono provvedimenti per i pensionati, si ma la manovra non pensa agli incapienti (cioè chi ha un reddito inferiore agli 8.000 euro l’anno). Come dicevo prima, aspettiamo. Però lasciatemi dire, veniamo da anni terribili per l’economia, con lo spettro di cadere nel caos greco, veniamo da uno spread a 550 punti. Insomma, grasso che cola se ora il Governo ha in cassa due lire e riesce a realizzare una manovra del genere. Poi, spero, col tempo e con una auspicata ripresa economica, verranno norme a favore dei pensionati, verranno norme per gli incapienti (che Renzi ha già annunciato). Quindi, ribadisco, per me il provvedimento è positivo, certo questo non vuol dire che abbiamo risolto d’incanto tutti i problemi del Paese.

Le critiche da Destra, quindi da Forza Italia e dal Movimento 5 Stelle. Sinceramente, faccio fatica a prenderle sul serio. Brunetta sostiene ci sia un aumento della tassazione, e reputa comunque insufficiente la manovra. Detto da chi ha governato per quasi 20 anni ed, a mio parere, ha contribuito al dissesto economico e morale del Paese, sembra alquanto ridicolo. Sono convinto che se siamo stati costretti ad una cura finanziaria durissima firmata Mario Monti, le colpe reali siano da attribuirsi alla responsabilità politica del Popolo della Libertà, che per anni ha negato la crisi ed ha aumentato sia la spesa pubblica sia il debito.
Il Movimento 5 Stelle afferma che non ci sono le coperture per attuare il Decreto. Si tratta dello stesso Movimento che, richiesta legittima, chiede l’introduzione del ben più costoso per le casse dello Stato, Reddito di Cittadinanza, una sorta di stipendio di 600-800 euro per chi non lavora. Ovviamente i rappresentanti del Movimento non specificano, se non con slogan propagandistici, dove reperire le risorse per poter garantire il reddito di cittadinanza.

La sensazione che si ha, rispetto ai partiti di destra (Forza Italia e M5S) è che il provvedimento non vada bene non per delle problematiche concrete, ma perché bisogna fare opposizione a Renzi. Sono personalmente convinto che sia Berlusconi che Grillo temono molto Renzi, ed alzano i toni del dibattito politico proprio perché sanno che l’ex Sindaco di Firenze potrebbe governare bene e metterli all’angolo con provvedimenti concreti. Insomma, se Renzi dovesse governare bene, con atti concreti, la propaganda M5S perderebbe di molta efficacia, quindi, semplicemente, Grillo per principio accusa Renzi.
L’estinzione dei dinosauri? La Peste Medioevale? L’eruzione del Vesuvio? Per Beppe ed i suoi, colpa di Renzie, della Bildemberg, della Merkel….insomma un simpatico giochino ma non è così che si risolvono i problemi del paese.

Tornando alla politica concreta, quella dei fatti e non quella degli slogan, permettetemi una considerazione. Ho spesso criticato, e non faccio marcia indietro, sia il Governo Monti che il Governo Letta. Monti ha creato sfracelli con la pessima Riforma Fornero, Letta penso abbia fatto poco per contrastare la disoccupazione.
Ma, se oggi abbiamo conti migliori, se il paese non sta sprofondando nel baratro ed ha perfino due soldi da rimettere in circolo, molto del merito va dato a loro. Euro più euro meno, i soldi che oggi Renzi rimette in circolo, sono quelli che avremmo pagato di interessi con lo spread sui 300/400. Monti ha usato la tachipirina e gli antibiotici, Letta gli antiinfiammatori e gli integratori, oggi lo spread è stabilmente sotto quota 200. Ricordiamocelo.

Mario Scelzo

mercoledì 16 aprile 2014

Aspettando Godot e il Job Act

POLITICA - Da quando è diventato Segretario del Pd prima, e Presidente del Consiglio poi, Matteo Renzi ha sempre dato una enorme importanza al problema della disoccupazione, promettendo riforme importanti nel campo delle politiche del lavoro. Esagerando, potremmo dire che uno dei motivi che ha portato al cambio di inquilino di Palazzo Chigi, da Letta a Renzi, è stata proprio la pressione imprenditoriale e sociale per una Riforma del Mercato del Lavoro.
E’ ovviamente una questione importante, personalmente sono contento che nella Agenda di Renzi ci sia la lotta alla disoccupazione, vero dramma sociale del nostro paese. Aspetto, come molti, il testo del Jobs Act, per poterne valutare gli effetti.
Quindi, a Gennaio, Renzi = farò il Jobs Act.
A Febbraio, Renzi = Il primo provvedimento sarà il Jobs Act.
A Marzo, Renzi = ci siamo quasi col Jobs Act ma nel frattempo abbiamo deciso che della materia se ne occuperà il Parlamento.
Oggi, in una interessante intervista su Repubblica il Ministro Poletti afferma che, se tutto va bene, il Jobs Act potrebbe entrare in vigore a metà del 2015, insomma tra un anno.
In sostanza, la Riforma di fatto ancora non esiste, è un cantiere aperto, è una idea in divenire ( e non voglio portare sfortuna, ma gli ultimi Governi non hanno avuto un anno di tempo per realizzare proposte di leggi ), invece sono già Legge dello Stato i provvedimenti relativi all’apprendistato ed ai contratti a tempo determinato, modifiche che, comepotete leggere in uno dei miei ultimi articoli, ritengo abbiano aumentato la precarietà. ( va detto che non lo ritengo solo io, ma anche la minoranza del Pd, l’area che grossomodo fa capo a Cuperlo).
In sintesi, se comprendo che una riforma epocale del Mercato del Lavoro richiede tempi lunghi, una accurata discussione, un dibattito, confesso che mi aspettavo da Matteo Renzi delle risposte rapide, prendo atto che rispetto al dramma della disoccupazione al momento non ci sono risposte.
Mario Scelzo.